Cristiani perseguitati. Ingrao (vaticanista): "Il Papa vuole un’azione coordinata dall’Onu"

21 agosto 2014, intelligo
di Gianfranco Librandi "Vi invito ad unirvi alla preghiera per tutti i cristiani perseguitati nel mondo, particolarmente in Iraq, e pregare anche per le minoranze religiose non cristiane in Iraq, anch'esse perseguitate".
Cristiani perseguitati. Ingrao (vaticanista): 'Il Papa vuole un’azione coordinata dall’Onu'
Alla prima udienza generale del mercoledì dopo la pausa estiva, Papa Bergoglio torna a mettere l’accento sulla persecuzione dei cristiani in Iraq. Parole che arrivano all’indomani dell’incontro tra il cardinale Fernando Filoni, inviato speciale del Pontefice in Iraq, e il presidente iracheno, Fuad Masum, al quale il religioso ha consegnato una lettera di Papa Francesco. L’impegno di Francesco per la pace questa volta fa il paio con il suo appello a fermare “l’aggressore”, “non dico bombardare” - ha specificato il Papa durante il viaggio di ritorno dalla Corea - “ ma dove c’è un’aggressione ingiusta è lecito fermare l’aggressore”. Un concetto riprende la morale dell'ingerenza umanitaria sostenuta da Giovanni Paolo II durante la guerra dei Balcani. E sull’ingiusto aggressore e la legittima difesa anche il Catechismo della Chiesa Cattolica è molto chiaro:  “La legittima difesa, oltre che un diritto, può essere anche un grave dovere, per chi è responsabile della vita di altri. La difesa del bene comune esige che si ponga l'ingiusto aggressore in stato di non nuocere. A questo titolo – si legge ancora nel testo della Chiesa -, i legittimi detentori dell'autorità hanno il diritto di usare anche le armi per respingere gli aggressori della comunità civile affidata alla loro responsabilità”.
Cristiani perseguitati. Ingrao (vaticanista): 'Il Papa vuole un’azione coordinata dall’Onu'
Eppure le parole del Papa sono state accolte come una “svolta” dal filoso Massimo Cacciari secondo il quale con l’appello diretto alle Nazioni Unite “la Chiesa cattolica confluisce sulle posizioni del diritto positivo che sono proprie dei laici”. Ma per un’analisi di quanto espresso dal Papa, IntelligoNews ha sentito il vaticanista del settimanale Panorama, Ignazio Ingrao, secondo il quale Francesco “tra l’intervento umanitario tout court e l’uso della forza militare ha scelto un terza via che declina con un approccio multilaterale il concetto di ingerenza umanitaria usato da Wojtyla nel 1992”. “Bergoglio – ha spiegato Ingrao – sa bene che non si può avere un approccio bilaterale alla crisi affidando l’uso della forza ad un solo soggetto come gli Stati Uniti. Per questo si appella alla necessità di un’azione coordinata a livello internazionale pur essendo consapevole delle difficoltà e le divisioni che attraversano il consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite”. "Il Papa – ha proseguito Ingrao ai nostri microfoni – deve inoltre mediare tra le diverse posizioni all’interno della Chiesa. Ci sono infatti i vescovi delle Chiese orientali e in particolare alcuni iracheni che chiedono con forza un intervento militare per fermare l’avanzata dello Stato Islamico, altri invece che esprimo molte perplessità sull’uso della forza”. Secondo Ingrao “non esiste una contraddizione tra la posizione del Pontefice sull’Iraq e la veglia di preghiera  indetta dai lui stesso nei mesi scorsi per fermare l’intervento in Siria”, perché il Papa non assegna a nessuno il ruolo di sceriffo, ma chiede solo di fermare un aggressione  ingiusta e la tragedia umanitaria.
autore / intelligo
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