L’Europa trema per il ritorno dei "Beatles", i jihadisti della porta accanto

21 agosto 2014, intelligo

di Gianfranco Librandi.

Il fatto che con molta probabilità l’assassino del reporter, James Foley, è un inglese di Londra mette in allarme tutte le cancellerie d’Europa.

L’Europa trema per il ritorno dei 'Beatles', i jihadisti della porta accanto
Nel video shock che mostra la decapitazione del giornalista americano, il miliziano dello Stato Islamico ha uno spiccato accento britannico. Secondo gli esperti dell'antiterrorismo britannico, che si sono avvalsi anche dell'ausilio di esperti di linguistica e di accenti, l'uomo identificato come John proverrebbe dall'est di Londra, l'area più multietnica della capitale.

"Si tratta di lingua inglese multiculturale, una nuova forma di dialetto cockney con basi di lingue straniere", ha detto al Guardian, Paul Kerswill, esperto di linguistica e professore all'Università di York. Sempre il Guardian ha intervistato un ex prigioniero dei terroristi consegnato ai turchi, il quale ha identificato “John” come il capo di una cellula di jihadisti britannici chiamato "il gruppo dei Beatles" dagli ostaggi, proprio  per la nazionalità dei militanti. Altre fonti siriane sentite dal Guardian spiegano che il gruppo opererebbe a Raqqa e sarebbe composto da "persone intelligenti, ben istruite e devote agli insegnamenti radicali islamici".

Insomma John e suoi accoliti sarebbero fra gli oltre 500 ‘sudditi di sua maestà’  presenti in Siria e in Iraq al momento. Altri 700 proverrebbero dalla Francia e 500 dal Belgio. Ma nessun paese è immune al fenomeno come dimostra il caso di Giuliano del Nievo giovane genovese convertito all’islam morto sul fronte siriano e quello delle due giovani austriache partite per sostenere i miliziani integralisti.

I governi europei non nascondono la preoccupazione, tanto che premier inglese Cameron ha interrotto le vacanze in Portogallo per tornare a Londra. Il capo dell'Interpol, Ronald Noble, ritiene se sarà confermato - come sembra – che il boia che ha decapitato il giornalista americano James Folery, è un cittadino britannico, servirà "una risposta miltilaterale contro la minaccia terrorista rappresentata dai combattenti transazionali radicalizzati che viaggiano attraverso tutto il Medio Oriente", che hanno aderito allo Stato Islamico.

Il ministro degli Esteri italiano Federica Mogherini, in un'intervista a Repubblica, ha detto che la "preoccupazione" per il rischio di attentati in Italia in seguito all'invio delle armi ai curdi "c'è ma non è maggiore oggi, dopo questa decisione. Del resto è chiaro che nessun paese è immune da rischi, Isis ha fatto proseliti anche in Occidente”.

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