Tsipras rischiatutto: lascia o raddoppia?

21 agosto 2015, Marco Guerra
Il premier greco Alexis Tsipras ancora una volta spiazza tutti (o quasi).

Tsipras rischiatutto: lascia o raddoppia?
Ieri sera si è dimesso con un discorso in diretta tv e in nottata si è recato dal presidente Prokopis Pavlopoulos."Ho l'obbligo morale di sottoporre quello che ho fatto al vostro giudizio, chiederò il voto del popolo greco per governare e proseguire il nostro programma di governo", ha detto rivolgendosi alla nazione il leader di Syriza. 

“Io ho la coscienza a posto, in questi mesi ho combattuto per il mio popolo" ha aggiunto Tsipras tornando sul suo operato e in particolare sull’accordo raggiunto a luglio con i creditori che – ha spiegato - "non è quello che volevamo ma era il migliore che potessimo ottenere date le circostanze".

Questa decisione coglie di sorpresa le cancellerie europee perché arriva appena dopo il voto cruciale del Parlamento tedesco che ha dato il via libera definitivo al mega-prestito da 86 miliardi di euro. 

Ma le prime reazioni dall’Ue sembrano comunque positive: si auspica infatti un governo più forte che porti avanti il programma di riforme.

Le elezioni anticipate servono soprattutto a Tsipras  per ottenere un nuovo forte mandato dopo la spaccatura con l’ala sinistra di Syriza che in questo modo non avrà tempo di organizzarsi. Infatti, secondo fonti governative, la data più probabile per chiamare il paese alle urne sarà il 20 settembre

Il tempo mancherà quindi anche alle opposizioni mentre il premier si affida ai sondaggi  che vedono il 60% del popolo greco approvare il suo operato.
Intanto, in mattinata Vangelis Meimarakis, leader di Nuova Democrazia, riceverà dal presidente Pavlopoulos il mandato per la formazione di un nuovo governo di coalizione. 

Compito destinato molto probabilmente a fallire visti i numeri in parlamento.
autore / Marco Guerra
Marco Guerra
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