Sinodo e Ddl Cirinnà: Ruini pronto a scendere in campo

21 agosto 2015, Americo Mascarucci
La notizia sicuramente è di quelle ghiotte. Sua eminenza il cardinale Camillo Ruini sarebbe in procinto di tornare in campo guidando il fronte dei conservatori nel prossimo Sinodo sulla Famiglia in programma ad ottobre. 

Sinodo e Ddl Cirinnà: Ruini pronto a scendere in campo
L'ex presidente della Conferenza Episcopale Italiana, fedelissimo di Giovanni Paolo Il, dovrebbe capeggiare la fronda del no alla riammissione dei divorziati risposati all' Eucaristia e all' apertura nei confronti delle coppie di fatto e gay. Ruini insomma, tornerebbe ad indossare i panni del rigido custode della dottrina e dei temi etici insieme ad altri dieci cardinali con i quali ha predisposto un testo in uscita negli Stati Uniti che ha come tema proprio la pastorale della famiglia. 

Un testo che punta a configurarsi come manifesto dei conservatori, una sorta di contro riforma rispetto  al progressismo di Walter Kasper, di Bruno Forte, di quanti con loro stanno spingendo il piede sull' acceleratore delle riforme. Una controriforma tradizionalista orientata a preservare la dottrina e i suoi principi indiscutibili messi in forse  dal desiderio della misericordia "a tutti " e non come dovrebbe essere "per tutti ". Un principio che Kasper ha rilanciato anche recentemente invocando l' accoglienza per tutti coloro che a vario titolo si sentono, loro malgrado, al di fuori della Chiesa. Un' accoglienza che nessuno mette in discussione ma che non può avvenire, a detta di Ruini e company, contraddicendo la verità di Cristo. 

Anche l' arcivescovo di Bologna Carlo Caffarra farà parte dell' esercito ruiniano nonostante molti lo hanno indicato come ispiratore della linea di cauta apertura che traspare dall' Instrumentum Laboris, il documento programmatorio del Sinodo su cui verterà la discussione fra cardinali e vescovi. Ruini torna in campo, si vocifera, in quanto sollecitato da diversi settori della Cei e della Curia romana insoddisfatti della deriva di sinistra assunta dal segretario generale Nunzio Galantino e dalla sua netta presa di distanza dalla piazza di San Giovanni. Una piazza che Ruini in passato ha sempre benedetto e sostenuto promuovendo, diversamente da Galantino, Mogavero e altri, una difesa "non negoziabile " dei valori etici. 

Nessun dialogo quindi con i fautori del disegno di legge Cirinnà sulle unioni civili come invece sta tentando Galantino in cerca di difficili mediazioni su un testo di legge che appare inconciliabile con la pastorale sulla Famiglia.  Insomma, "don Camillo "non è affatto in esilio come molti pensavano, e auspicavano, ma è invece pronto a far sentire forte e chiaro il suo pensiero. Sarà lui l' altra faccia del Sinodo, il porporato con cui dovrà confrontarsi Papa Francesco nella ricerca di quella mediazione ancora lontana? 
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