Marchionne e Sky: questa la ricetta di Minoli per la Rai

21 agosto 2015, Americo Mascarucci
Berlusconi lo voleva presidente della Rai, ma proprio perché proposto dall' ex Cavaliere il suo nome sin da subito è sembrato destinato ad essere bruciato. 

Marchionne e Sky: questa la ricetta di Minoli per la Rai
Giovanni Minoli
forse ci aveva creduto, ma poi ha dovuto cedere al realismo quando è apparso chiaro a tutti che il nome gradito sia a Renzi che al Berlusca non era il suo ma quello di una donna, Monica Maggioni. Addio sogni di gloria, tutta colpa di una sponsorizzazione troppo berlusconiana e poco renziana per un professionista entrato in Rai sotto l' egida del Garofano craxiano, ma bravo negli anni a farsi strada per la sua indiscussa professionalità e, perché no, anche per obiettività (la quale in Rai non guasta mai come è stato per la Maggioni). 

Tuttavia il non prescelto Minoli non si tira indietro nel dispensare consigli alla nuova governance di Viale Mazzini. Lo ha fatto dalle colonne del settimanale "Panorama" (sarà un caso visto che si sta sempre in ambito berlusconiano? )da dove ha lanciato un appello alla Maggioni e al nuovo direttore generale Campo Dall' Orto, ai quali ha chiesto di seguire il metodo Marchionne,valorizzando la qualità del prodotto interno. Minoli paragona la Rai alla Fiat in crisi presa in mano da Marchionne, il quale per tornare competitivo sul mercato ha rilanciato la storica 500 ripensandola e adattandola alle esigenze del momento. 

In pratica ha puntato sulla storia dell' Azienda automobilistica valorizzando il prodotto interno e coniugando passato e presente, riuscendo perfettamente nell' operazione. La Rai dunque secondo "la cura Minoli" per evitare la fine irreversibile deve tornare a credere in se stessa e soprattutto a produrre programmi, smettendo di acquistarli da società esterne. In questo modo anche i suoi dipendenti tornerebbero ad essere produttivi e non sarebbero più soltanto burocrati ed uomini di apparato (è sempre il mancato presidente a parlare ). 

Minoli promuove la Maggioni e Campo Dall' Orto ma boccia i consiglieri d' amministrazione compreso il "non amico " Freccero prendendo in prestito il giudizio su di lui dell' ex direttore di Raitre Angelo Guglielmi (quello che insieme a Sandro Curzi contribuì a fare della terza rete la Telekabul della Rai ). "Freccero è bravo in orale poi si vedrà ". Insomma, Minoli conferma la moda tutta italiana dei presidenti mancati, quella cioè dei proclami del giorno dopo, con l' offerta della ricetta giusta alle persone giuste, quelle cioè scelte al proprio posto.  C'è anche spazio per una rottamazione dell' attuale sistema del servizio pubblico che per Minoli va superato e ripensato da zero, cancellando in primo luogo l' assetto per reti e riorganizzando tutto per fasce orarie. Una rivoluzione che Minoli affiderebbe  all' attuale direttore di Sky Tg24 Sarah Varetto.

Chissà se la diretta interessata avrà apprezzato la sponsorizzazione del presidente mancato ? Ma soprattutto, se si chiede di non ricorrere più alle società esterne per produrre programmi, perché poi le professionalità umane dovrebbero essere ricercate altrove?
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