Violenze sulle donne da parte di militari stranieri: l'ira di Ban Ki-Moon

21 agosto 2015, intelligo
Non arriva a placarsi l’ondata di scandali che si è abbattuta sulle Nazioni Unite e sui militari impegnati all’estero nelle missioni di pace. 

Violenze sulle donne da parte di militari stranieri: l'ira di Ban Ki-Moon
Contro i caschi blu operanti nella Repubblica Centrafricana emergono infatti nuove e pesanti accuse di abusi sessuali. Lo rende noto direttamente la portavoce dell’ONU, Vannina Maestracci, portando alla luce un altro caso di violenze perpetrate stavolta contro tre donne, una delle quali sarebbe una minore.

Le Nazioni Unite hanno concesso dieci giorni di tempo agli Stati da cui provengono i peacekeepers per avviare le dovute indagini, altrimenti procederanno con una investigazione propria che però non potrà accertare eventuali responsabilità penali, dato che l’ONU non ha il diritto di esercitare tale giurisdizione sui contingenti internazionali impiegati nelle proprie missioni. Maestracci, tuttavia, ha rifiutato di rivelare la provenienza dei soldati coinvolti nello scandalo, anche se le uniche truppe dispiegate nel territorio dove si sarebbero verificate le molestie sono di origine congolese.

L’ennesima rivelazione ha mandato su tutte le furie il segretario generale dell’ONU, che è arrivato a definire gli abusi sessuali da parte dei caschi blu come “il cancro del nostro sistema”. “Non tollererò alcuna azione che possa portare le persone a rimpiazzare la fiducia con la paura”, ha dichiarato Ban Ki-Moon, che proprio una settimana fa ha licenziato il comandante dell’operazione ‘MINUSCA’ impegnata in Centrafrica, il senegalese Babacar Gaye, in risposta alle crescenti accuse che stanno facendo emergere una realtà drammatica e allarmante.

Sale infatti a 61 il numero totale di casi di violenza sessuale contro civili accertati nella Repubblica Centrafricana, finita da diversi mesi nell’occhio del ciclone insieme ad altri Paesi dove si sarebbero verificate le stesse violazioni di diritti umani contro la popolazione locale per mano dei militari stranieri. 

Una situazione intollerabile che ha spinto l’ONU a istituire una Commissione d’inchiesta per chiarire le responsabilità dei propri dipendenti, e che pare sarebbe alla base delle dimissioni del Vice Alto Commissario dell’ONU per i diritti umani, l’italiana Flavia Pansieri, rea secondo alcuni di non aver dato seguito alle indagini quando queste erano ancora a un livello confidenziale. Lei ha negato tutto, additando le sue condizioni di salute quale motivo per aver rimesso l’incarico.
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