46 anni fa la mattanza della banda Manson. Le ultime novità

21 agosto 2015, intelligo
Di Anna Paratore

46 anni fa la mattanza della banda Manson. Le ultime novità
46 anni fa, in una calda notte d’agosto
, un gruppo di disadattati, allucinati e drogati, penetrò all’interno della villa di Roman Polanski in cui sua moglie Sharon Tate e alcuni amici stavano cenando. E fu una mattanza. 

Sono 46 anni quest’anno, nel mese di agosto, che una banda di pazzi esaltati penetrò nella villa hollywoodiana di Sharon Tate e uccise l’attrice, incinta all’ottavo mese, e altre quattro persone. I pazzi che commisero questa terribile strage erano i seguaci di una setta guidata da Charles Manson. 
Il caso, vuoi per la sua gravità, vuoi per la notorietà di alcune delle persone coinvolte – Sharon Tate era una giovane attrice emergente ma era anche la moglie del famoso regista Roman Polanski – balzò agli onori delle cronache in tutto il mondo, ed è ancora nella mente e nei ricordi di molti anche adesso, a distanza di oltre quattro decenni dall’accaduto.

Il 16 giugno del 1970, Charles Manson e tre dei suoi seguaci – Susan Atkins, Patricia Krenwinkel e Leslie Van Houten – finirono sotto processo per l’efferata uccisione di 5 persone avvenuta in una villa a Hollywood meno di un anno prima, il 9 agosto del 1969, e per quella di altri due disgraziati massacrati la sera successiva nella loro casa.
La vittima più famosa di questi assassini era sicuramente la bellissima Sharon Tate, all’ottavo mese di gravidanza, motivo per cui non aveva seguito il marito impegnato per lavoro in Europa.  C’erano con lei Jay Sebring, un parrucchiere molto noto a Hollywood, l’ereditiera del caffè Abigail Folger, lo scrittore Woiciech Frykowsky e Steven Parent, il custode della casa, che però era una sorta di amico di famiglia.  Tutti loro furono trucidati con un’efferatezza che per fortuna solo raramente si riscontra anche nei peggiori fatti di sangue. 

La banda Manson però, non si fermò a quella strage. La sera dopo tornò a colpire e uccise nella loro casa Leno La Bianca e sua moglie, Rosemary.  In pratica, in due giorni, vennero massacrate 7 persone a cui furono inflitte un totale di 169 coltellate più 7 colpi di pistola calibro 22. 
Sulla prima scena del crimine, la lussuosa villa di Polanski, il sangue delle vittime era su tutte le pareti, schizzato durante l’aggressione, o anche usato dagli assassini per scrivere ripetutamente la parola “pigs” – maiali - . C’era poi la scritta “Helter Skelter”, il titolo di una canzone dei Beatles uscita in un album l’anno precedente. Un brano anomalo rispetto al consueto repertorio del quartetto inglese, che venne definito da un noto discografico come "uno dei brani rock più feroci e brutali mai realizzati da chiunque", e che pare segni una sorta di nascita dell’heavy metal.  Ma perché Manson e la sua banda scelsero di usare quei riferimenti, non è chiaro anche se per il pm che seguì il processo, probabilmente Manson voleva scatenare una guerra razziale facendo ricadere la colpa dell’accaduto sulle Black Panthers, un movimento per i diritti civili dei neri all’epoca molto attivo negli States.
Manson e i suoi furono catturati e assicurati alla giustizia solo per una leggerezza della Atkins che, tempo dopo, detenuta per altri fatti, si vantò della strage sostenendo come il suo gruppo l’avesse portata a termine “perché voleva che il mondo subisse una scossa. Anche se attraverso un crimine”.

Oggi, a distanza di 46 anni, dopo che il caso è stato sviscerato in ogni suo dettaglio, ci sono alcuni particolari che il pubblico potrebbe non conoscere, e che sono venuti alla luce soltanto negli ultimi tempi.  Il primo riguarda Paul Tate, padre  di Sharon: l’uomo fu costretto a ripulire da solo il sangue della figlia e del nipote mai nato, perché non si trovò nessuno disposto a farlo. Lui però alla fine accettò di buon grado sostenendo che era l’unica cosa rimasta che potesse fare per loro.  Per tutta la durata del processo, Manson accettò di parlare con la giornalista Mary Niewender, e con lei parve confidarsi mostrando una personalità tutt’altro che “ipnotica e dominante” come si pensava, ma piuttosto infantile e irosa.  La madre di Sharon Tate,  preoccupata che gli assassini di sua figlia potessero tornare liberi in poco tempo grazie alle agevolazioni di legge, si è battuta a lungo fino a riuscire a far approvare in California la Carta dei Diritti delle Vittime.   

A causa della travolgente curiosità e dall’interesse a volte morboso  suscitato dalla strage, l’indirizzo della villa di Polanski è stato cambiato modificando il nome della strada e il numero civico. La villa è stata demolita e ricostruita, mente è ancora in piedi la casa dei LaBianca.  Il vecchio Spahn Ranch, un set cinematografico abbandonato dove vivevano Manson e i suoi seguaci, divenne un luogo turistico. Nel 1970, poi, bruciò in seguito a un misterioso incendio. Nonostante ciò, le poche macerie che ancora esistono lì sono spesso visitate dai curiosi.         
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