Italicum, le porte in faccia a Renzi in Commissione, da Forza Italia passando per Sel

21 aprile 2015, intelligo
Italicum, le porte in faccia a Renzi in Commissione, da Forza Italia passando per Sel
Porte in faccia a Renzi. In Commissione oggi comincia l’esame dei 95 emendamenti ma più sulle richieste di riforma da valutare se ammettere o meno alla prova d’Aula, il Pd e il suo segretario fanno i conti con le dieci espulsioni di altrettanti deputati che quel testo così com’è non lo voteranno. I nomi sono noti e da ieri sera sono nell’elenco ufficiale del Nazareno alla voce “sostituiti”.

DISSIDENTI FUORI. Tra di loro nomi di peso del Pd di ieri e di oggi. Due su tutti: Pierluigi Bersani e Rosy Bindi, ma anche il bersaniano D’Attorre e la dalemiana Pollastrini. Proprio la Bindi, presidente della Commissione antimafia la mette giù così: in Aula “rischia di esserci qualche conseguenza… Le nostre sono modifiche di merito per migliorare la legge nella direzione del bipolarismo che auspica Renzi. Spero che non sia l’ultimo atto, ma ci sia disponibilità a un confronto sugli emendamenti”. 

Ma certo è che per la ‘pasionaria’ dem se Renzi per evitare brutte sorprese alla prova d’Aula dovesse mettere la fiducia sul provvedimento, allora altro che effetto 101 come con Prodi per il Quirinale... E il riferimento contiene tutta la dimensione (e la drammaticità) di uno strappo già consumato che aspetta solo l’atto finale per essere messo nero su bianco. Nell’intervista a La Stampa, Bindi considera il ricorso al voto di fiducia “una provocazione, grave e inutile” e se fosse chiesta “non risponderò all'appello. Questa però sono io, Rosy Bindi, lontana dalla logica dei franchi tiratori. Il problema é che con lo scrutinio segreto sul provvedimento ci possono essere altri che rispondono alla chiama e poi con il voto segreto si comportano come i 101 contro Prodi”. 

Intanto D’Attorre prova a resistere annunciando che gli emendamenti presentati dalla minoranza dem in Commissione saranno ripresentati tali e quali in Aula. Sfida nella sfida.

M5S E SCELTA CIVICA. Due posizioni convergenti su quello che ormai in Transatlantico viene definito unanimemente “il metodo Renzi”. A Intelligonews Danilo Toninelli, battagliero parlamentare del M5S conferma la posizione annunciata ieri: via dalla Commissione perché la sostituzione dei dissidenti dem significa che non c’è alcuna volontà di discutere nel merito delle proposte per migliorare il testo, come quelle contenute nei nostri emendamenti. “Ormai è una farsa, perché i dieci che saranno inseriti al posto dei sostituiti saranno lì solo per alzare la mano e confermare la linea del capo”. 

Ma anche Scelta Civica potrebbe decidere di abbandonare i lavori della Commissione Affari Costituzionali per protestare contro il “metodo Renzi”. In queste ore, i deputati del gruppo di Sc stanno valutando l’ipotesi di non partecipare alla riunione dell’organismo parlamentare. Gli spifferi di Intelligonews da Montecitorio segnalano che anche Lega, Sel e Fi potrebbero assumere la stessa posizione. 

LuBi


autore / intelligo
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