Italicum, Fassina (Pd): "Non siamo noi il problema. I 101 furono sleali, noi agiremo alla luce del sole"

21 aprile 2015, Lucia Bigozzi
Italicum, Fassina (Pd): 'Non siamo noi il problema. I 101 furono sleali, noi agiremo alla luce del sole'
“Il problema non è la minoranza dem ma l’arretramento della qualità della democrazia”. “Noi faremo in Aula la nostra battaglia alla luce del sole. Il ricorso alla fiducia è inaccettabile; noi non chiederemo il voto segreto e voteremo i nostri emendamenti”. Stefano Fassina non tradisce il tradizionale aplomb con cui la minoranza dem sta vivendo le ore difficili della sostituzione di dieci deputati dissidenti dalla Commissione nel giorno in cui si apre l’esame degli emendamenti. A Intelligonews spiega “il metodo Renzi” e avverte sulla battaglia finale in Aula. Con o senza fiducia…

Come commenta la sostituzione dei suoi colleghi di in Commissione?

«È un atto grave, conseguenza dell’indisponibilità del presidente del Consiglio a riconoscere le correzioni necessarie a un pacchetto Italicum che determina un presidenzialismo di fatto. Ma conferma anche il fatto che la minoranza più grande, si “prende” il governo, il presidente della Repubblica e i giudici della Corte Costituzionale, in un Senato di nominati e in una Camera largamente costituita da nominati. Il problema qui non è la minoranza dem, bensì un arretramento della qualità della nostra democrazia e la marginalizzazione del Parlamento, oltre alla non meno grave restrizione degli spazi di partecipazione dei cittadini alla democrazia»

Quali saranno effetti pratici?

«Regole del gioco che avrebbero dovuto essere largamente condivise e avrebbero dovuto coinvolgere anche le opposizioni, fatte con un consenso ristretto che non arriva neanche all’intero Partito Democratico. Quindi, le conseguenze sono le regole del gioco con un gravissimo deficit di legittimità democratica»

Dica la verità: il “metodo” Renzi come il “metodo” Grillo?

«No, nel senso che formalmente nel Pd c’è una Direzione che discute e decide e c’è un gruppo parlamentare che discute e decide».

Diplomatico... Rosy Bindi avverte sul rischio che se il governo metterà la fiducia in Parlamento col voto segreto potrebbero spuntare ben più dei 101 ‘franchi tiratori’ che impedirono a Prodi la corsa verso il Quirinale. Condivide la preoccupazione?

«E’ inaccettabile il voto di fiducia sulle regole del gioco, tanto più su una legge che fa parte di un pacchetto di riforme regressivo sul piano della democrazia. Per quanto mi riguarda, sono convinto che la battaglia va fatta in modo esplicito e mettendoci la faccia. Il tema dei “101” non mi pare opportuno perché in quel caso vi fu slealtà, mentre noi la battaglia in questi mesi l’abbiamo fatta e continuiamo a farla mettendoci la faccia e alla luce del sole»

D’Attorre, tra i parlamentari sostituiti in Commissione, assicura che gli emendamenti delle minoranze dem saranno ripresentati tali e quali in Aula. Siamo alla conta finale?

«Noi ripresenteremo i nostri emendamenti in Aula e li voteremo perché non stiamo convertendo un decreto del governo, ma si tratta di fissare le regole del gioco. Questa è una delle prerogativa del Parlamento all’interno del quale abbiamo non solo il diritto ma anche il dovere di esercitare fino in fondo la nostra autonomia».

Sì ma con lo scrutinio segreto Renzi potrebbe avere brutte sorprese, un pò come Prodi?

«Noi non chiederemo il voto segreto e ribadiremo apertamente e in modo esplicito la nostra posizione. Non approfitteremo dell’eventuale voto segreto, né nasconderemo le nostre posizioni»

Come valuta la posizione del M5S che se non su piano sostanziale, su quello formale sostiene la vostra battaglia denunciando la gravità delle sostituzioni dei deputati dem?

«La gravità dell’atto è stata sottolineata da tutti, non solo dal M5S. Qui non è un problema della minoranza dem ma è un problema per la democrazia del Paese ed è evidente che tutte le forze politiche si preoccupino di quanto accade. La sostituzione di dieci parlamentari del Pd dalla Commissione, è l’indicatore inconfutabile della marginalizzazione del Parlamento rispetto alla riscrittura delle regole del gioco»

Posizione critica anche da Sc che starebbe pensando di lasciare i lavori della Commissione, mentre Fi con Brunetta ha appena annunciato che lo farà e secondo le indiscrezioni raccolte da Intelligonews si potrebbero allineare anche Sel e Lega. Insomma, tutti sull’Aventino?

«Sono posizioni legittime che fanno parte della reazione a uno svilimento e svuotamento del ruolo del Parlamento. Siamo di fronte a una legge elettorale che si punta ad approvare con una minoranza, senza neanche tutta la maggioranza del governo, senza un pezzo del Pd, grazie a un premio di maggioranza dovuto a una legge dichiarata incostituzionale dalla Consulta, qual è il Porcellum».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]