Dentro Forza Italia la battaglia si sposta in tribunale... per il simbolo

21 aprile 2015, intelligo
Dentro Forza Italia la battaglia si sposta in tribunale... per il simbolo
Tanto tuonò che piovve… La battaglia che sta dilaniando Fi ora si sposta in tribunale dove i fittiani hanno intenzione di portare le contestazioni sui ‘poteri di firma’ del tesoriere unico Mariarosaria Rossi. 

Secondo quanto riportato dall’AdnKronos ad aprire la querelle giudiziaria è il senatore campano di Gal Vincenzo D'Anna che stamani, tramite il suo avvocato, Arturo Umberto Meo, ha presentato al tribunale civile di Roma (competente per giurisdizione territoriale) un dossier in cui vengono contestati i “poteri e la legittimità della carica attualmente ricoperta dalla senatrice Rossi”. 

Di conseguenza, la non validità delle deleghe conferite dal tesoriere unico ai coordinatori regionali per la composizione e la presentazione delle liste alle regionali e alle amministrative. L’obiettivo del ricorso lo spiega lo stesso D’Anna (di stretta osservanza fittiana): “E’ quello di definire una volta per tutte che in Forza Italia non si può fare a meno, nè degli organismi previsti dallo statuto, nè della democrazia decisionale. Non è concepibile, in presenza del finanziamento pubblico, ovvero dei soldi dei contribuenti, che il partito sia considerato come una proprietà privata. Berlusconi ha tantissimi meriti, che nessuno disconosce, ma non credo che sia consentito ricondurre a lui una gestione da monarca assoluto, un concetto del tutto estraneo a un partito che si richiama al liberalismo e alle libertà”. 

Poi richiama una delle citazioni che fanno parte del suo patrimonio culturale, per dire un concetto chiaro: “Senofonte ricorda che la democrazia consente ai pidocchi di divorare i leoni. Una testa, un voto. Questa è l'essenza della democrazia”. L’Anabasi dello storiografo greco docet…

LuBi



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