Italicum, Rabino: “Perché restiamo in Commissione e come è andato l'incontro con Renzi"

21 aprile 2015, Lucia Bigozzi
Italicum, Rabino: “Perché restiamo in Commissione e come è andato l'incontro con Renzi'
“Noi siamo in Commissione a lavorare sugli emendamenti, dalle opposizioni atteggiamento strumentale”. Mariano Rabino, parlamentare di Scelta Civica, rispedisce al mittente le voci di un presunto Aventino del partito, dove invece hanno deciso di salire Fi, M5S, Lega e Sel. Nella conversazione con Intelligonews, analizza gli effetti delle sostituzioni dei dissidenti dem ma svela anche cosa c’è nel faccia a faccia di oggi con Renzi a Palazzo Chigi. 

Scelta Civica sta in Commissione o lascia i lavori?

«No. Proprio in questi minuti i nostri deputati Mazziotti e Montiero sono in Commissione Affari Costituzionali a svolgere la loro funzione nell’esame degli emendamenti».

Eppure fino a stamani stavate valutando se assumere la stessa posizione di M5S, poi assunta anche da Fi Sel e Lega. Cosa è cambiato?

«Intanto va detto che le opposizioni hanno assunto un atteggiamento che noi consideriamo strumentale. E visto che nessuno vuole confrontarsi nel merito della legge elettorale, Scelta Civica, responsabilmente lo fa anche e prima di tutto in Commissione Affari Costituzionali».

Con la sostituzione dei dieci deputati dem dissidenti dalla Commissione si è riaperto il dibattito sul “metodo Renzi”. Lei trova che, nel caso specifico, sia lo stesso di Grillo?

«No. Non voglio entrare più di tanto nelle questioni del Pd; insomma: che se le vedessero tra di loro. Ma non si può negare, a favore delle tesi di Renzi, che il Pd abbia discusso, ridiscusso e ancora ridiscusso per decine e decine di volte in Direzione e nei gruppi parlamentari. Quindi il paragone non regge: le epurazioni e le espulsioni di Grillo sono totalmente ingiustificabili e frutto di un metodo che non ha molto a che fare con la democrazia. Tutto si può dire a Renzi ma non che usa un metodo anti-democratico. Ha un modo di condurre la sua leadership molto determinato ma questo non è di per sé un fattore negativo»

Tuttavia non negherà che una sostituzione in blocco così, non si era mai vista finora. Cosa risponde?

«E’ sicuramente un fatto eclatante ma dico anche che bisognerebbe smetterla con questo congresso permanente di un Pd-Giano bifronte. Si mettessero d’accordo su qualcosa; hanno un modo di confrontarsi davvero singolare, per cui ogni volta sui provvedimenti espongono il Paese ad estenuanti controversie interne e il Paese non ha tempo. Va bene discutere e confrontarsi, ma poi occorre decidere e se una parte del Pd non si riconosce nell’attuale Pd dovrebbe trarne le logiche conseguenze»

La Bindi lancia l’allarme sull’ipotesi del voto di fiducia di fronte al quale vede un rischio simile a quello dei 101 di Prodi. Esiste questo rischio? E voi come valutereste un eventuale ricorso alla fiducia su una legge dentro a pacchetto di riforme costituzionali?

«La fiducia è sempre un atto estremo. Bisogna valutare caso per caso le opportunità; ovvero se il provvedimento a un certo punto deve essere adottato, se ha un’importanza tale da essere lasciato al libero dibattito parlamentare oppure se di fronte a ostruzionismi e rinvii rischia di non vedere mai la luce»

Nel caso specifico?

«Nel caso specifico occorre valutare se rispetto all’eventuale ricorso al voto di fiducia che, di fatto, diventa una sorta di dichiarazione programmatica definitiva sulla sorte di un governo, si ritiene che il processo delle riforme e di modernizzazione del Paese venga prima di una legge elettorale che magari è migliorabile ma secondo Scelta Civica non è certo indigeribile o invotabile. I nostri commissari Mazziotti e Montione stanno lavorando su emendamenti migliorativi con senso di responsabilità nell’interesse del Paese, ma dire che l’Italicum porta a una deriva autoritaria, secondo me è un’esagerazione eccessiva e inaccettabile»

Dica la verità: cosa avete ottenuto oggi nel vertice con Renzi?

«Abbiamo ottenuto un riconoscimento politico di forza che contribuisce e contribuirà su alcuni temi come fisco e burocrazia, a modernizzare il Paese. Noi siamo una forza con idee chiare e precise, competenze e professionalità di livello e vogliamo portare avanti battaglie concrete. Si è trattato di un riconoscimento importante del nostro ruolo specialmente dopo la nostra travagliata stagione congressuale in cui siamo stati fatti oggetto di una serie di atti ostili. Da allora, noi aspettavamo di capire se il nostro alleato principale, il Pd e il suo leader, ci volevano asfaltare o se ci consideravano interlocutori. Mi sembra e siamo fiduciosi, che ha prevalso la seconda opzione. Del resto, basti pensare che tutte le battaglie che il nostro leader Zanetti hanno trovato piena condivisione da parte del premier. Quindi noi abbiamo intenzione di lavorare a una riforma radicale su fisco e burocrazia in sintonia con Renzi e contiamo nelle prossime settimane di mettere in campo proposte molti forti e decise da portare all’attenzione dell’agenda programmatica di governo».

Il riconoscimento politico da parte di Renzi porterà anche a un riconoscimento di un ruolo più incisivo nella compagine di governo, visto che le caselle non sono ancora tutte riempite dopo la vicenda Lupi?

«Sicuramente, se uno sta nella maggioranza che sostiene un governo, ovviamente in considerazione della propria forza numerica e del peso politico che esprime, è chiaro che ha anche diritto ad assumere una posizione con personalità competenti che guidino le proposte politiche di un partito. Quindi chi vivrà vedrà…».

Diplomatico. Tutto qui?

«Renzi ha riconosciuto a Scelta Civica il ruolo di forza che lavorerà nel campo liberal-democratico italiano ed europeo. Noi contiamo di promuovere un cantiere liberal-democratico nel nostro Paese con tesi e proposte concrete: riforma radicale della burocrazia, partecipate, uno Stato più leggero, meno invasivo e pervasivo, attenzione alla famiglia»

Sì, ma Sc a quale dicastero aspirerebbe per avere un ruolo tra quello di Padoan e quello della Madìa? Insomma, guardate di più a via XX Settembre o a via Veneto?

«Noi puntiamo ai contenuti, non a occupare poltrone nei Palazzi di questa o quella via romana sede di ministero»

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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