Ddl acqua, "mutilato testo originario" per SI. "L'acqua non si vende" è l'urlo dei 5 Stelle

21 aprile 2016 ore 12:13, Americo Mascarucci
Con 243 voti favorevoli, 129 contrari e 2 astenuti la Camera ha approvato il ddl sulla tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque. 
Il provvedimento passa ora all'esame del Senato. Durante la votazione c'è stata bagarre in Aula, con i deputati M5s che hanno esposto bandiere sul referendum sull'acqua pubblica mentre Sinistra Italiana ha applaudito. "L'acqua non si vende!", hanno urlato i 5 Stelle. La seduta è stata sospesa.
Il provvedimento introduce norme su gestione, pianificazione e finanziamento del servizio idrico integrato e istituisce un fondo nazionale di solidarietà internazionale garantendo anche il diritto a un quantitativo minimo vitale di acqua procapite di massimo 50 litri giornalieri, anche in caso di morosità dell'utente. 
Il testo prevede inoltre che il servizio idrico integrato venga considerato un servizio pubblico locale di interesse economico generale assicurato alla collettività, che può essere affidato anche in via diretta a società interamente pubbliche, in possesso dei requisiti prescritti dall'ordinamento europeo per la gestione 'in house', comunque partecipate da tutti gli enti locali ricadenti nell'Ato (ambito territoriale ottimale). 
Modalità di affidamento per la quale, a seguito di un emendamento approvato dall'aula presentato dal Pd, è caduta la formula "esclusivamente pubblica" sostituita da "in via prioritaria"
In questo modo quindi la gestione dovrà essere "prioritariamente" affidata ad una gestione pubblica ma non in via esclusiva ma nulla esclude che in caso di necessità possa andare anche ai privati. 

Ddl acqua, 'mutilato testo originario' per SI. 'L'acqua non si vende' è l'urlo dei 5 Stelle
La caduta di questa formula ha sollevato le proteste del M5s e Sinistra italiana. "La proposta di legge in discussione in aula per 'la gestione pubblica delle acque' così com'è tradisce l'esito del referendum del 2011, il più partecipato degli ultimi 15 anni. L'unico ad avere raggiunto il quorum". E' quanto denunciato da Pippo Civati che aggiunge: "Il servizio idrico n on è più qualificato come servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, sottratto alla libera concorrenza e realizzato senza fini di lucro, ma come servizio pubblico locale di interesse economico, che continua ad essere affidato secondo le modalità previste dall'articolo 149-bis del decreto legislativo 152 del 2006, come già modificato dalla legge n. 164 del 2014 e ulteriormente dalle norme previste nel testo in discussione".
Di parere opposto il Governo: "La legge per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque approvata oggi dalla Camera, garantisce una gestione del servizio idrico più efficiente, un servizio migliore e una maggiore trasparenza e stabilità al settore - ha detto Silvia Velo, sottosegretario all'Ambiente al termine dei lavori della Camera. "Con questo provvedimento  viene ribadito ancora una volta il diritto essenziale di accesso all'acqua potabile e, al contempo, viene ulteriormente salvaguardata la risorsa idrica delle acque superficiali e sotterranee secondo criteri di efficienza, responsabilità, sostenibilità e solidarietà".

Tesi confutata da Serena Pellegrino di Sinistra Italiana vice presidente della commissione Ambiente a Montecitorio: "Il Partito Democratico ha distorto e mutilato con il voto di oggi il testo originario che rispecchiava lo spirito del referendum. Non solo non ha avuto nemmeno il pudore di presentare un proprio disegno di legge ma ha vanificato persino il lavoro di quei deputati PD che avevano fatto parte del Gruppo interparlamentare e che sono stati firmatari della proposta per garantire al popolo sovrano l'acqua bene comune".  

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