Sesso: estetica e chimica battute dai geni, Dna “leader” della 1` volta

21 aprile 2016 ore 12:01, intelligo
di Luciana Palmacci

Perdere la verginità con gli anni ha perso gran parte del suo mistero, del fascino, dell’intimità che si creava nella coppia. La classica prima volta, il primo rapporto sessuale, esperienza che cambia la vita, era un po’ come diventare maggiorenni, mentre oggi non è più un taboo. Tuttavia perdere la verginità a quanto pare non dipende solo dalle opportunità che ci si presentano, ma dai geni del proprio Dna. I ricercatori dell’Università di Cambridge, coordinati da John Perry, grazie allo studio condotto su oltre 380.000 persone, pubblicato sulla rivista Nature Genetics, hanno scoperto che il fattore genetico indurrebbe a prendere decisioni su quando avere un figlio e che alcune mutazioni genetiche in alcuni soggetti influenzerebbero l’età della pubertà che a sua volta influenzerebbe geneticamente quella del primo rapporto sessuale. I geni dunque hanno il loro peso anche se non si conosce in quale misura essi influiscono.

Sesso: estetica e chimica battute dai geni, Dna “leader” della 1` volta
Ma l’incontro della persona giusta dipende dai geni come anche dalla puzza. Sì, avete capito bene, c’è un'altra teoria che andava per la maggiore qualche tempo fa che riguarda il primo incontro. La sequenza di geni coinvolta era quella dell'HLA, legata all'emissione degli ormoni che determinano l'odore di una persona. Gli scienziati sostenevano che odori e geni influenzano il risultato di un appuntamento galante più di un tramonto sulla spiaggia o una frase poetica detta al momento giusto. Un amore che “puzza” quello sperimentato nel 1995 da Claus Wedekind, dell'Università di Berna coinvolse 28 volontari: gli uomini indossavano per 2 giorni la stessa maglietta (senza deodorante) e poi le donne, annusandola, ne classificavano l'odore a seconda del gradimento. Il risultato? L’odore di una persona risulta più attraente se i gruppi HLA sono diversi, e viceversa qualcuno con HLA simile al nostro ci fa storcere il naso.

Se vogliamo però immergerci nel gioco dell’attrazione e scoprirne tutte le sue sfaccettature, fa la sua parte un altro fattore, la fisionomia, seconda dopo la genetica: sfatando il detto “gli opposti si attraggono”, lo studio di Ian-Pentonk-Voak, psicologo inglese, sostiene invece che la tendenza è preferire chi con noi condivide la forma e la fisionomia del volto. Essere simili, trovarsi sulla stessa lunghezza d’onda, in questo caso porterebbero a meno conflitti e maggiore intimità.

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