Duplice omicidio Villagrazia, geometra "tradito" dal sudore su un bossolo

21 aprile 2016 ore 11:09, Lucia Bigozzi
Un passo in avanti, forse la svolta? E’ l’esame del dna a imprimere un’accelerazione nel duplice omicidio a Villagrazia di Palermo. L’elemento-chiave che in queste ore stanno valutando gli inquirenti, è proprio il dna rinvenuto su uno dei bossoli sparati dall’arma che ha ucciso Vincenzo Bontà di 45 anni e Giuseppe Vela di 53 anni, è risultato compatibile con quello di Carlo Gregoli, finito in manette insieme alla moglie Adele Velardo subito dopo il duplice delitto risalente ai primi giorni di marzo. Secondo quanto riporta l’agenzia di stampa AdnKronos l’esito del dna sarebbe già nelle mani della polizia scientifica e per il momento, confermerebbe i sospetti avanzati dagli uomini della Squadra Mobile diretti dal Rodolfo Ruperti.

[image:left] In pratica, già nei giorni immediatamente successivi al duplice delitto, la perizia balistica aveva evidenziato che i bossoli utilizzati per uccidere Bontà e Vela erano compatibili con una delle armi trovate nell'abitazione dei coniugi poi arrestati. Nella villa della coppia di insospettabili, lui di professione geometra e dipendente dell’amministrazione comunale, lei invece casalinga, gli investigatori eseguirono una perquisizione disposta dal magistrato dalla quale risultò che tutte le armi (ne furono trovate diverse) custodite nell’abitazione erano detenute regolarmente. Oggi con l’esito del dna, gli inquirenti sono convinti di avere in mano l’ulteriore conferma del presunto coinvolgimento del geometra. Quella traccia rilevata dalla Scientifica su un bossolo potrebbe essere, forse, sudore. L'inchiesta è coordinata dal procuratore aggiunto Leonardo Agueci e dai pm Sergio Demontis e Claudio Camilleri. Ma dall’esito del dna, adesso si attendono sviluppi ulteriori, forse decisivi, per fare piena luce sul duplice delitto. 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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