Roma, Pivetti (LN): "Berlusconi non può scegliere Marchini, ma so cosa lo attrae"

21 aprile 2016 ore 12:35, Andrea De Angelis
Sembra il gioco delle tre carte. La regina, Giorgia, il re e il fante. Le altre due sono Bertolaso e Marchini, ma uno dei due potrebbe uscire dal mazzo. Al tavolo, tra gli altri, sicuramente c'è Berlusconi chiamato a decidere cosa fare. Prima che sia troppo tardi. Perché anche senza il suo sostegno l'ex Ministro per la gioventù sembra in grado di poter lottare per il ballottaggio. Se il centrodestra dovesse unirsi sarebbe davvero un match aperto tra lei, Raggi e Giachetti. 
A poche ore dal possibile (e necessario) passo decisivo, IntelligoNews ha contattato Irene Pivetti, capolista della Lega Nord per la corsa al Campidoglio...

L'elettorato attende di sapere la decisione finale, ma ancora c'è chi scrive che Berlusconi sarebbe attratto da Marchini. L'idea del leader di Forza Italia con quest'ultimo e contro Giorgia Meloni è fantapolitica?
"Più che fantapolitica sarebbe un grave errore. Soprattutto nel momento in cui il resto del centrodestra ha trovato una sua unità con Meloni e Salvini. Se sconfessasse questo, Berlusconi si prenderebbe la responsabilità di spaccare il centrodestra. Non credo che lui voglia questo, dunque praticamente non lo può proprio fare".

Cosa attrae Berlusconi a Marchini?
"Il fatto che è un imprenditore che si è messo in politica ed è una persona moderata. In questo vedrà forse un'analogia, insomma una vicinanza. Il punto vero è che nel centrodestra c'è uno spazio moderato, non due. Quindi quell'area deve essere occupata da Forza Italia. In una coalizione politica ha senso offrire all'elettorato una gamma di personalità e non un raddoppio di personalità. In questo momento il centrodestra, che è rappresentato da Lega e Forza Italia, è contento di ricongiungersi con Berlusconi perché sente l'importanza di avere un'ala moderata. Viceversa se fossi in Marchini non cercherei un altro moderato". 

Insomma, siamo alla somma degli uguali. 
"Esatto e quando in politica si fa la somma degli uguali il risultato non è mai quello aspettato. In questo caso uno più uno fa ancora uno, non fa due". 

Nei manifesti di Marchini si legge inoltre "liberi dai partiti"...
"Certo, diventerebbe paradossale. Io direi piuttosto ridateci i partiti veri, quelli sani e giusti. La cinghia di trasmissione dalla società civile alle istituzioni. I partiti intesi in modo sano li vorrei". 

L'addio di Bertolaso è matematico?
"Credo che il suo addio sarebbe prudente (ride, ndr). Altrimenti si trova da solo a fare il candidato di tutti. Voglio ribadirlo: è un peccato che una personalità come la sua si sciupi in una posizione così imbarazzante. Lui è un eccellente tecnico, avrebbe da subito dovuto candidarsi a questo ruolo essendo un inesistente politico. Perché bisogna far finta? Come se io mi candidassi per cantare! Non so cantare...".

Oggi pomeriggio sarà al Pincio con la Meloni?
"Assolutamente sì, sarò con Giorgia".

Nel mirino il ballottaggio.
"Certo, anche perché è sempre più credibile"


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