Sì di Juncker a Renzi: Migration Compact soluzione. Ma Merkel resiste a ‘bond Ue-Africa’

21 aprile 2016 ore 15:45, intelligo
di Marina Simeone

Jean-Claude Juncker plaude, ma con riserva, all’iniziativa italiana del ”Migration Compact”, dichiarando al Corriere della sera: “Accolgo con favore l'iniziativa, che conferma l'esigenza di un approccio europeo al tema delle migrazioni, la stessa che ho sostenuto all'inizio del mio mandato”. 

Dà quindi mandato di approfondire la materia ai vicepresidenti della commissione Ue, Federica Mogherini e Frans Timmermans.
Sì di Juncker a Renzi: Migration Compact soluzione. Ma Merkel resiste a ‘bond Ue-Africa’
Matteo Renzi depone le armi e dimentico degli antichi richiami di Bruxelles accetta di buon grado gli elogi Europei.

 Il “Migration Compact” è stato pensato per ridurre i flussi anche lungo la rotta mediterranea attraverso nuove intese con i Paesi d'origine e di transito, in particolare quelli africani, da finanziare con strumenti innovativi come i bond Ue-Africa. L'Ue potrebbe offrire ai Paesi terzi in base alla proposta italiana: progetti d’investimento, UE-Africa Bonds, cooperazione sul fronte della sicurezza, opportunità migrazione legale, controllo confini, cooperazione rimpatri-riammissioni, lotta ai trafficanti, applicazione sistemi di asilo. 

A frenare i facili entusiasmi ci pensa la Merkel, che da Berlino tuona un netto “No” agli Eurobond, affermazione subito ridimensionata dal Ministro Gentiloni, propenso a considerare il no della Germania “più una contrapposizione all’idea degli Eurobond in generale, che allo specifico caso del “Migration Compact guardato con interesse”

La rotta del Mediterraneo torna ad essere la priorità sullo scacchiere internazionale e se pure nessuno ai vertici osa parlare di “invasione”, i Pasi si uniscono per prevenire deviazioni di rotta in questa direzione. Sostenuti dalla logica del “do ut des” I Paesi di origine e transito devono garantire controlli delle partenze e diminuzioni di flusso in cambio di soldi e tecnologia a marchio UE. 
C'è infine un capitoletto nel quale si sottolinea la necessità di stabilizzare la Libia. Renzi nella lettera di accompagnamento del Migration Compact fa capire che proprio con Tripoli sarà necessario stringere un patto come quello tra Europa e Turchia. 

Sembra che Renzi si sia spostato “ad est”, allineando il suo piano alla considerazione di quei Paesi che sono stati sempre favorevoli a spendere in Africa, anche se in una prospettiva contraria a priori all’accoglienza.
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