Tra i due litiganti (Totti e Spalletti), Tavecchio gode?

21 aprile 2016 ore 16:34, Luca Lippi
Come nelle favole il Principe corre in soccorso della Principessa e la salva. Non è una favola, è Roma-Torino 3-2!
Ora si rincorreranno le notizie sul dentro o fuori di uno o dell’altro, o Totti o Spalletti, del resto di qualcosa si deve anche scrivere o parlare, tuttavia la diatriba si risolverebbe semplicemente come si conviene a ogni società seria e guidata con competenza, rispettare i ruoli i compiti e le funzioni. 

Tra i due litiganti (Totti e Spalletti), Tavecchio gode?

Nella vicenda che contrappone fazioni più o meno schierate di persone che più o meno parlano dell’argomento a pieno titolo (anche gente che non è mai entrata in uno stadio, o personaggi in cerca di attenzione) la risposta definitiva la diede tanti anni fa il Senatore a Vita Giulio Andreotti a un D’Alema critico nei confronti della politica finanziaria di Franco Sensi: “Ognuno si deve occupare di ciò di cui è competente, D’Alema sarà certo bravo in molti campi, ma non mi sembra possa dare consigli in ambito calcistico. Dunque invece di parlare di Sensi e della Roma poteva ispirarsi al titolo di quella trasmissione televisiva, mi pare si chiami ‘I fatti vostri’… I suggerimenti ai presidenti prescindono dall’onere, ognuno vorrebbe che ogni anno si comprassero i migliori giocatori: ma poi i conti li deve fare la società. E devono quadrare. Certo nella stagione appena conclusa la Roma un po’ di cruccio ce l’ha dato ma non è che si possa cambiare opinione e passione ogni anno. Comunque D’Alema è un privilegiato perché almeno una maglietta della Roma gliel’hanno regalata”…
Ecco queste parole si incastrano perfettamente a tutti quelli che a diverso titolo vogliono entrare nel merito delle questioni della As Roma senza rischiare altro che la passione e la pizza al taglio da mangiare davanti al televisore per vedere la partita.
Parimenti entra nella discussione il presidente della Federcalcio Tavecchio, che credendo tutto quanto si dice in giro pensa di poter candidare Spalletti per la guida della Nazionale, disperatamente cerca qualcuno o qualcosa che possa occuparsi di quello che non c’è più, perché le bandiere non ci sono più, e l’ultima rimasta in servizio permanente effettivo è e rimarrà un Principe, ma GialloRosso, qualunque cosa accada, e mai più Azzurro.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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