Che fine ha fatto Schettino?

21 aprile 2016 ore 17:31, intelligo
di Anna Paratore

Che fine ha fatto Schettino? Se questa storia fosse la sceneggiatura di un film horror, potremmo cominciare scrivendo “Era una notte buia e tempestosa...”  E invece, purtroppo, questa è una vicenda reale, e che ha come personaggio principale un ometto che se lo vedi, non ci credi.  Ma partiamo dall’inizio. E’ il 13 gennaio 2012, una sera particolarmente tranquilla, col mare calmissimo e una temperatura decisamente superiore alla media stagionale. Insomma, una classica serata italiana a gennaio, quando incredibilmente potresti perfino uscire senza cappotto e non sentire troppo freddo. La nave Costa Concordia, una delle maggiori della compagnia di crociere Costa, è salpata poco prima delle 19,00 dal porto di Civitavecchia in direzione di Savona dove è prevista la prima tappa della crociera “Profumo di Agrumi”, che la porterà per una settimana a zonzo nel Mediterraneo con il suo carico di turisti, 3216, e di personale di equipaggio, altre 1013 anime.  Considerando la struttura di una moderna nave da crociera come è la Costa Concordia, e la strumentazione di bordo, nonché le favorevolissime condizioni atmosferiche, la crociera si presenta come, direbbe qualcuno, “una passeggiata di salute”. 

Che fine ha fatto Schettino?
La gente a bordo è euforica. La vacanza è appena cominciata, c’è tutto da scoprire, per molti quella è la prima crociera ed è normale che sciamino tutt’intorno per vedere il più possibile
. E poi iniziano i turni per la cena, e si va a tavola. Tra i commensali, per fare conoscenza, si aggirano gli ufficiali della nave guidati dal capitano della stessa, Francesco Schettino.
Schettino è un uomo di bassa statura, con una pettinatura alla Bobby Solo e una perenne abbronzatura che non necessariamente deriva dalla sua vita in mare. Schettino è conosciuto come un buon comandante, anche se qualcuno non ha avuto problema ad aggiungere che è una persona che ama primeggiare. La nave è in rotta per Savona su un bel mare calmissimo, liscio come un biliardo a pochi chilometri dalla costa. Improvvisamente, poco prima che si trovi al traverso dell’Isola del Giglio, la Costa Concordia comincia ad accostare. Che succede a bordo? E cosa è un “inchino”?  Schettino, quella notte, pare si sia accordato per un “inchino” davanti al Giglio. Anzi, dirà in seguito che un manager della società gli avrebbe imposto di farlo. Operazione rischiosa, però, e nel caso del Giglio anche di più perché lì, proprio dove la Concordia si deve “inchinare”, ci sono delle pericolose secche e degli scogli affioranti. Per carità, Schettino lo sa bene, e le formazioni sono segnalate, ma basta un niente su una nave di quelle dimensioni perché tutto si trasformi in tragedia.

E così avviene. La nave urta una roccia a 96 metri dalla riva, è il più piccolo scoglio de le Scole. Schettino prova a governare l’enorme scafo ma non ce la fa. A bordo, intanto, è scoppiato l’inferno. Schettino sarà poi molto criticato per aver abbandonato la nave prima dell’ultimo passeggero. Dalla capitaneria di porto se ne accorgono, provano a convincere Schettino a risalire a bordo. Le vittime di quell’incidente sono 32, tra passeggeri e uomini di equipaggio. Schettino finisce in tribunale, e in primo grado malgrado i 26 anni richiesti dalla Procura, viene condannato a 16 anni. Nel frattempo non ha rinunciato a partecipare a iniziative mondane e di carattere culturali alle quali è stato invitato. Nel 2014 le cronache lo segnalano impegnato a Meta di Sorrento, sua città natale, a sostenere la candidatura di Giuseppe Tito a sindaco attraverso una lista civica. Tempo fa, poi, si è anche parlato di una discesa in campo di Schettino in prima persona nel partito Democratico, al fianco di Renzi. Successivamente, la notizia è stata smentita. Ma se alla fine del suo percorso giudiziario, il Capitano ci dovesse ripensare, non ci meraviglierebbe.
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