Slovenia boccia le nozze gay al referendum: ci sarà anche in Italia?

21 dicembre 2015 ore 10:34, Americo Mascarucci
Slovenia boccia le nozze gay al referendum: ci sarà anche in Italia?
La Slovenia va in controtendenza rispetto al resto dell’Europa. Il 63% dei cittadini ha detto sì all’abrogazione della legge che regola l’istituto della famiglia che prevedeva anche per le coppie gay la possibilità di sposarsi e di adottare figli.  Contro la legge si e' espresso esattamente il 63,3% dei votanti, mentre a favore si è detto soltanto il 36,7%. Una doccia gelata per i gay sloveni proprio nel momento in cui in tutta Europa prendono piede legislazioni sempre più libertarie e aperte al tema del riconoscimento dei diritti. In Slovenia no. Un anno fa i deputati del partito Sinistra Unita presentarono il progetto di legge che introduceva proprio nella legge che regolava il diritto della famiglia la possibilità per le coppie omosessuali di sposarsi e di avere accesso alle adozioni.  La legge fu approvata in Parlamento nel marzo scorso, con 51 voti favorevoli e 28 contrari con il voto di tutta la maggioranza di centrosinistra mentre l'opposizione di destra si oppose fortemente. Nel Paese però è partita una forte mobilitazione popolare  attraverso la campagna "Ne va dei bambini" con la raccolta di firme per la promulgazione di un referendum abrogativo. In pochi giorni furono raccolte le firme necessarie, 40mila in tutto per poter indire il referendum che però il Parlamento ha tentato di bloccare sostenendo che quella legge non poteva essere sottoposta a referendum. In pratica, la negazione della democrazia. 
I proponenti però hanno fatto ricorso alla Corte Costituzione che ha invece ammesso il referendum imponendo al Parlamento di fissare la data della consultazione. I fautori della legge hanno tentato di giocare sull'astensione invitando gli elettori a disertare le urne per evitare il raggiungimento del quorum. Tutto inutile, il quorum è stato raggiunto e i sì all'abrogazione della legge hanno vinto. Niente matrimoni gay e niente adozioni, resta dunque in vigore la legislazione precedente che concedeva alle coppie gay soltanto i diritti civili di coppia ma senza alcuna concreta equiparazione con la famiglia naturale e senza alcuna possibilità di adottare figli. E adesso in Italia c'è già chi, in previsione della possibile approvazione del disegno di legge Cirinnà sulle unioni civili è già pronto a ricorrere al referendum abrogativo sperando che la maggioranza degli italiani segua l'esempio degli sloveni. Un duro colpo anche per l'europa che almeno stavolta sarà in grado di rispettare la volontà popolare? 
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