Un biochip ci salverà: la scoperta che può superare radio e chemioterapie

21 dicembre 2015 ore 11:02, Andrea De Angelis
Il biochip scoperto in Australia è un dispositivo in grado di fare una continua biopsia non invasiva nel corpo del paziente andando ad individuare quelle che sono le concentrazioni di cellule malate e differenziandole da quelle sane. Questo meccanismo permette di distruggere le cellule infettate dal tumore salvaguardando tutte le altre.
A sostenere le potenzialità del nuovo trovato nella terapia contro il tumore, è Majid Warkiani il medico che ha guidato il team di ricercatori che è riuscito a fare questa importante scoperta. Secondo Warkiani la nuova scoperta è destinata a rivoluzionare la lotta contro il cancro. L’invenzione australiana ha la capacità di controllare il sangue, di scovare le cellule malate di cancro e di eliminarle prima che attacchino quelle sane, un procedimento paragonabile alla dialisi insomma. Il biochip pare sia in grado di isolare e rimuovere dal flusso sanguigno le cellule tumorali che comprometterebbero quelle sane.

“E’ come una biopsia liquida non invasiva – ha spiegato da Majid Warkiani del Centre for Nanomedicine – che può segnalare la presenza di qualsiasi tipo di cancro solido, che sia ai polmoni, al seno o all’intestino, senza dover ricorrere alla chirurgia. Il biochip potrà essere usato sia per una diagnosi tempestiva, sia per monitorare la risposta del paziente ai trattamenti.” E’ un vero e proprio meccanismo di filtraggio, il sangue sarà depurato , con un operazione di rimozione delle cellule cancerogene ed il resto del flusso sanguigno sarò riciclato. 
Questa scoperta potrebbe aprire grandi prospettive in quest’ambito. Anche il biochip australiano, quindi, si muove in un solco ben preciso che la medicina antitumorale è già avviato da tempo e il cui obiettivo è superare le varie radioterapie e chemioterapie che distruggono non solo le cellule affette dal tumore ma anche quelle che sono sane determinando serie ripercussioni sulla salute del paziente. Proprio questo è ciò che più emoziona il mondo della ricerca perché, come ovvio, si tratterebbe di una vera e propria rivoluzione.
Il dottor Majid Warkiani ha comunque precisato che il biochip non è la soluzione definitiva alla lotta contro il tumore, ma può essere certamente di aiuto per raggiungere questo scopo. Iniziando ovviamente con l'aumentare l'aspettativa di vita del malato. 

Il principio su cui si basa la nuova scoperta è dunque quello del filtraggio. Il chip, infatti, filtra il sangue andando ad individuare quelle che sono le componenti malate. Fatte le dovute proporzioni, la nuova scoperta australiana può essere paragonata ad un meccanismo pulitore che passa al setaccio tutto l’organismo dell’uomo, andando ad eliminare le parti che non sono sane e non toccando tutto il resto.
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]