C'era una volta il Dj, ora al mixer va Spotify: come funziona Party

21 dicembre 2015 ore 12:01, Andrea De Angelis
C'era una volta il Dj, ora al mixer va Spotify: come funziona Party
Non si tratta di una novità assoluta, ci mancherebbe. Già in metropolitana, cuffie alle orecchie, si può da tempo immaginare (magari chiudendo gli occhi) di essere in sala e sentire i brani mixati ad hoc. In modo casuale o semi-artistico, si intende, certo mai come un vero e proprio Dj. Difendiamo il suo ruolo, insomma, come è giusto che sia, ma è impossibile negare l'evoluzione della tecnologia anche nel campo dell'ascolto di musica. Uno dei fattori chiave, guarda caso, anche nella scelta dello smartphone ideale. 

La novità questa volta riguarda Spotify che grazie alla collaborazione con il produttore musicale Diplo, ha realizzato la nuova modalità Party, che si basa su oltre 120 tracce mixate dall’artista, divise per playlistGrazie ad uno slider, potremo impostare il tono di ogni playlist e potremo aggiungere o rimuovere tracce, il tutto senza compromettere la riproduzione. Non solo. Questa opzione permette di creare una playlist di canzoni caratterizzate dalla stessa velocità e le mixa tra loro per generando transizioni fluide e senza pause, praticamente come in discoteca, ideali per chi organizza una festa e non vuole spendere soldi per affidarsi a un Dj. La modalità Party, inoltre, consente agli utenti di selezionare il mood delle canzoni e aggiustare questa impostazione nel corso della serata per aumentarne o abbassarne il ritmo a seconda dei momenti e delle situazioni.  
Nel corso dell'ultimo anno Spotify ha realizzato diverse funzionalità che consentono agli utenti di automatizzare i processi. La funzione Running permette ad esempio di lasciare all'applicazione il compito di selezionare la colonna sonora per l'allenamento in base all'intensità dello stesso, mentre le numerose playlist permettono di scegliere la musica da associare ad un determinato evento. Party, dunque, è solo l'ultima evoluzione introdotta dall'azienda per conquistare un altro settore, quelle delle feste e c'è da scommettere che saranno in molti a utilizzare questa nuova applicazione. 

C'era una volta il Dj, ora al mixer va Spotify: come funziona Party
Spotify è un servizio musicale che offre lo streaming on demand di una selezione di brani di varie case discografiche ed etichette indipendenti, incluse Sony, EMI, Warner Music Group e Universal. Lanciato nell'ottobre 2008 dalla startup svedese Spotify AB, il servizio ha oltre 75 milioni di utenti al 10 giugno 2015, 20 milioni dei quali sono membri a pagamento.
Spotify è attualmente fruibile attraverso Microsoft Windows, Mac OS X, GNU/Linux, Telia Digital-tv e i dispositivi mobili equipaggiati con iOS (iPod/iPhone/iPad), Android, BlackBerry , Windows Mobile, Windows Phone, S60 (Symbian), webOS, Squeezebox, Boxee, Sonos, WD TV e MeeGo.
La musica può essere visualizzata per artista, album, etichetta, genere o playlist così come grazie a ricerche dirette. Sui dispositivi desktop un collegamento permette all'ascoltatore di acquistare materiale selezionato presso venditori di terze parti.
Spotify prevede due tipologie di utenze: una di base e gratuita, Free, già disponibile al momento della sottoscrizione del servizio accedendo con un account Facebook o Spotify, con la quale l'utente può ascoltare una quantità illimitata di musica, ma sovrapposta a pubblicità visiva e simil-radiofonica e una avanzata con abbonamento a pagamento, Premium, che consente di ascoltare musica senza interruzioni pubblicitarie ed accedere ad ulteriori funzioni.
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