Spagna, Becchi: “Rajoy come Bersani. Il re stia attento alla Catalogna"

21 dicembre 2015 ore 12:13, Lucia Bigozzi
Spagna, Becchi: “Rajoy come Bersani. Il re stia attento alla Catalogna'
“Rajoy come Bersani, sarà costretto ad allearsi coi socialisti. Il voto in Spagna, conferma la crisi dei partiti tradizionali e che lo schema destra-sinistra non esiste più”. “Il M5S non è Podemos, tantomeno ci sono analogie col Front National della Le Pen, tuttavia il meccanismo dei partiti tradizionali di autodifesa rispetto alle forze anti-sistema è identico”. Sono due passaggi dell’analisi che Paolo Becchi argomenta nella conversazione con Intelligonews. Il docente universitario e intellettuale, da sempre considerato vicino al M5S anche se recentemente ne ha preso le distanze dopo il patto Pd-5S sulla Consulta, si sofferma poi sul ruolo della monarchia spagnola nel tentativo di mediazione per dare stabilità al nuovo esecutivo, richiamando l’attenzione sulle spinte autonomiste che attraversano il Paese; Catalogna in testa. 

Rajoy come Bersani nel 2013? Come riuscirà a governare?

«Sicuramente non si tratta di una vittoria piena; praticamente è successo quanto accaduto in Italia alle ultime elezioni politiche con la mezza vittoria di Bersani. Sarà costretto a una coalizione alleandosi con il partito socialista, oppure si verificherà un grande caos e non si possono escludere nuove elezioni a breve. Il dato evidente è la crisi dei partiti tradizionali esattamente come si era verificato due anni fa in Italia: ci sono partiti nuovi, nel nostro caso il M5S, Podemos nel caso della Spagna, che non hanno ancora la forza sufficiente per sostituirsi ai partiti tradizionali ma lo stanno mettendo fortemente in crisi »

Podemos, M5S, Front National: tutti coalizzati contro i movimento anti-sistema. Quali sono le analogie e le differenze?

«Cambiano i soggetti politici antagonistici, nel senso che Podemos non si può paragonare al M5S, tantomeno si può paragonare il M5S al Front National di Marine Le Pen: tuttavia il meccanismo di autodifesa dei partiti tradizionali è esattamente identico. E’ successo in Italia con il tentativo di fare la grande coalizione tra Pd e Fi; è successo in Francia tra i socialisti e i repubblicani; può, ahimè, succedere in Spagna. In ogni caso, questo è il segno della crisi; è un’ulteriore dimostrazione del fatto che i partiti tradizionali non ce la fanno più se non coalizzandosi insieme. Non solo: dimostrano che l’alternativa destra-sinistra non esiste più e per battere le forze anti-sistema c’è bisogno di coalizzarsi »

E rispetto al Front National di Marine Le Pen?

«C’è una differenza sostanziale perché la Le Pen, pur sconfitta al ballottaggio per le regionali, è tuttavia il primo partito in Francia, con un programma politico ben preciso, condivisibile o meno. Podemos, invece, non è così: un po’ è contro l’euro e un po’ a favore; un po’ è contro l’Europa e un po’ a favore; insomma queste politiche di ambiguità non pagano. Lo ha visto il M5S alle elezioni europee e lo sta vedendo adesso Podemos »

La monarchia spagnola è chiamata a mediare per garantire la stabilità del nuovo governo, come peraltro già accaduto in Belgio. Qual è la sua valutazione?

«In Belgio sono rimasti senza governo per più di un anno a dimostrazione che si può stare senza un governo, tanto sono i poteri forti a governarci… Detto questo, penso che il ruolo della monarchia spagnola certamente andrà verso il tentativo di mediazione tra le due forze che garantiscono continuità istituzionale. C’è anche da dire, però che la Spagna si trova ancora in una situazione difficile perché può essere sempre messa in discussione l’unità nazionale con la Catalogna che continua a rivendicare l’indipendenza. Bisognerà vedere come il tentativo della monarchia spagnola si rapporterà rispetto alle richieste indipendentistiche della Catalogna; di fatto è evidente che il monarca spagnolo tenterà una mediazione tra forze istituzionali per bloccare i movimenti emergenti che sono apparentemente anti-sistema perché nel caso di Podemos direi che non ha rappresentato un’alternativa radicale. Fino a pochi mesi fa era dato per vincente, oggi invece ha avuto un’affermazione innegabile come una forza nuova che entrerà in parlamento, ma rispetto alle aspettative e ai pronostici queste elezioni sono state una sconfitta perché è solo la terza forza politica uscita dal voto. Penso che con Felipe sarà difficile arrivare a una mediazione; potremmo prestare alla Spagna 're' Giorgio per superare l'impasse »
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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