Il Renzi di fine anno cambia strategia: "Non sono soddisfatto"

21 dicembre 2015 ore 12:18, Americo Mascarucci
Il Renzi di fine anno cambia strategia: 'Non sono soddisfatto'
Il premier Matteo Renzi sembra deciso a buttare via con l’anno vecchio anche il tradizionale ottimismo, preannunciando per il 2016 un deciso cambio di strategia. 
Dall’ottimismo cosmico, al cauto ottimismo, dal “tutto va bene”, ad un più prudente “tutto va bene ma non basta”. 
Un’impressione che si è materializzata ieri ascoltando l’intervista di Renzi al programma “L’Arena” di Massimo Giletti, su Raiuno. 

“Nel 2012, 2013 e 2014 abbiamo avuto il segno meno davanti. Il 2015 si è chiuso con un +0,8%, il 2016 si chiuderà con un + 1,5% - ha detto il Premier - la ripresa è iniziata. Il 2015 si chiude molto meglio del 2014 ma non sono ancora soddisfatto. Voglio di più: l'Italia sta meglio di un anno fa ma non sta ancora bene". 
E questa è una notizia perché fino ad oggi Renzi quella parola magica “non sono soddisfatto” e ancora "l'Italia ancora non sta bene" non l’aveva mai pronunciata. Anzi, era vero esattamente il contrario. Tutto andava bene e chi sosteneva il contrario, amici ed avversari era condannato a finire nella categoria “gufi”. Ma non è finita qui. 
Per ciò che riguarda la Legge di Stabilità Renzi ha criticato il voto contrario di 5Stelle e Forza Italia e sebbene da che mondo è mondo le opposizioni in Parlamento non abbiano mai votato le finanziarie dei governi in carica, il premier lamenta: “ Trovo dall'altra parte tanta rabbia, tanta voglia di mettere paletti". Il che è anche ovvio visto che la Legge di Stabilità è senza dubbio l’atto più importante di un Governo, così come l’approvazione del bilancio di previsione è l’atto fondamentale di ogni ente locale.
"E’ una legge che finalmente cambia le tasse su prima casa - aggiunge ancora parlando del provvedimento economico -  finalmente si chiude per sempre la tassa sulla prima casa. Stavolta accanto alla tassa sulla casa eliminata abbiamo messo una regola per cui né Comune né Regioni potranno aggiungere tasse e questo è stato possibile perché abbiamo recuperato più di quattro miliardi di euro da chi aveva portato i soldi in Svizzera grazie a un accordo con il Paese". Altro dunque che regalo agli evasori, sembra dire il Presidente del Consiglio.
 "Credo che il Governo abbia fatto un atto per spegnere un incendio - ha poi aggiunto parlando del salvataggio delle banche in crisi - . Perché le quattro banche rischiavano di non riaprire più gli sportelli. La questione è che in Italia ci sono troppe banche, troppe poltrone. Il sistema delle banche italiano va ripensato: meno banche di paese, più banche per il Paese". 
Ottimismo sì, ma senza esagerare dunque. Un cambio di strategia forse legato alla volontà di riguadagnare parte del consenso perduto, fotografando la realtà dei fatti mantenendo una certa “umiltà politica”. Forse perché gli “uomini della Provvidenza”, quelli cioè bravi a fare tutto e incapaci di sbagliare, non hanno poi fatto una bella fine. E l'Italia comunque la si pensi non è mai stato e forse mai sarà il "paese delle Meraviglie" di Alice.

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