Spagna, Cardini: “Podemos e Ciudadanos, occhio agli opposti che si attraggono"

21 dicembre 2015 ore 12:43, Lucia Bigozzi
Spagna, Cardini: “Podemos e Ciudadanos, occhio agli opposti che si attraggono'
“Rajoy costretto a coalizzarsi, ammesso che riesca a governare. Ciudadanos e Podemos sono apparentemente due opposti, perché sono scappati l’uno verso la destra e l’altro verso la sinistra, in realtà sono uniti da un unico problema che sta circolando in Europa: la richiesta di sicurezza sociale, con meno privato e più pubblico. Attenzione a Corbin in Inghilterra”. Franco Cardini, storico, legge il voto in Spagna nello scenario di un “vento nuovo che spira in Europa”. Nella conversazione con Intelligonews, ne spiega le ragioni. 

Quella di Rajoy si è rivelata una vittoria a metà. Adesso come riuscirà a governare?

«Trovo una similitudine tra Rajoy e Bersani anche se tra i due Bersani è stato elettoralmente parlando più onesto dal momento che riconobbe di essere arrivato primo ma di non aver vinto. Rajoy, invece ha parlato di vittoria basandosi solo sul computo matematico dei voti, ma il problema è che lui ora se vuole governare e ammesso che possa governare, è che deve mettersi d’accordo con qualcuno e questo qualcuno potrebbe far pensare ai Ciudadanos ma nonostante sia un movimento di centrodestra tra di loro non ci sono buonissimi rapporti. Ciudadanos e Podemos sono apparentemente due opposti, perché sono scappati l’uno verso la destra e l’altro verso la sinistra ma in realtà sono uniti da un unico problema che poi è quello che sta circolando in Europa».

Quale? 

«In Europa sta circolando una stanchezza della gente nei confronti dei vecchi governanti perché le soluzioni in generale, sono quelle fondate un ‘papocchio’ nel senso che a un certo punto si correva verso il centro; così come in ultima istanza hanno fatto in Francia sua i gaullisti sia i socialisti per fermare il Front National. Oggi in Europa c’è un vento nuovo: io non so se sul piano delle soluzioni politiche porterà a qualcosa di positivo, ma certo sul piano della stanchezza delle persone registra un dato nuovo».
 
Quali sono le analogie e le differenze tra i movimenti anti-sistema, da Podemos al Front National passando per l’Italia?

«Mentre la Francia fugge apparentemente a destra, la Spagna fugge da entrambe le parti. In Italia in tempi di crisi si serra al centro, come successo con Giolitti, Mussolini, De Gasperi e Berlusconi per trovare un equilibrio. Ma adesso dobbiamo aspettare il terzo capitolo dello psicodramma».

A cosa si riferisce?

«All’Inghilterra con Corbin che ha detto chiaramente una cosa che Marine Le Pen ha quasi detto e che gli spagnoli sottintendono. Corbin ha detto che c’è bisogno di più stato sia in termini di sicurezza contro criminalità e terrorismo ma anche in termini di sicurezza della vita, sicurezza sociale. Questo elemento lo danno le istituzioni pubbliche che si chiamano Stato. In Italia Renzi li chiama i ‘lingottini’: 80 euro agli statali, 500 ai diciottenni … Mi domando: ma non sarà che il problema fondamentale dovrebbe essere una diversa redistribuzione della ricchezza? E come si attua? Con le tasse: tutti dicono bisogna abbassarle ma dimenticano il punto centrale, ovvero una feroce evasione fiscale. La soluzione? Sarebbe un po’ più di intervento pubblico, cioè quello che la gente in Europa chiede in contrapposizione ai nostri guru economico-finanziari che continuano a dire che il toccasana è la privatizzazione. Ma non sarà che, invece, abbiamo bisogno di più pubblicizzazione?».

La monarchia spagnola è chiamata a mediare per dare stabilità al nuovo governo, come già accaduto in Belgio. Che segnale è?

«Il principe delle Asturie che ormai possiamo chiamare Filippo VI (Filippo V nel Settecento fu il primo re spagnolo di dinastia borbonica) dovrà mediare tra le istanze dei cittadini stanchi e impauriti e le classe dirigenti politiche. La vera mediazione sarà tra le due anime della Spagna, storicamente una rossa e l’altra azzurra.  Oggi quella rossa è un po’ meno rossa e quella azzurra pè diventata celestina: il re deve trovare un equilibrio tra queste anime che riemergono continuamente ma in questo tentativo dovrà tenere conto anche delle spinte secessioniste della Catalogna e dei Paesi Baschi»

Mediazione possibile o no?

«Il problema è che Filippo e consorte non sono la Casa di Inghilterra né quella giapponese, le uniche due monarchie rimaste solide anche perché sentite radicalmente. C’è tuttavia da considerare che gli spagnoli sono vaccinati dalla guerra civile del ’36-’39 e una delle loro risorse è che bisogna restare uniti. Cosa diversa in Italia, basta guadare il diverso approccio su temi cruciali come la corruzione. In Spagna c’è ancora una certa idea di solidità che noi non abbiamo»

autore / Lucia Bigozzi
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