Equitalia sospende l'invio di cartelle fino alla befana: è una buona notizia?

21 dicembre 2015 ore 12:39, Luca Lippi
Equitalia sospende l'invio di cartelle fino alla befana: è una buona notizia?
Magra consolazione per il popolo dei tartassati, la concessione del Governo per non esacerbare il clima Natalizio degli italiani è che non ci sarà l'arrivo di una cartella di Equitalia a rovinare il pranzo di Natale o il cenone di Capodanno. Ernesto Maria Ruffini amministratore delegato di Equitalia comunicha che ci sarà una “tregua” per le feste in cui verrà sospeso l'invio di cartelle e atti, con l'eccezione dei casi inderogabili, dal 24 dicembre al 6 gennaio. Un provvedimento, come rilevano dalla società, che coinvolgerebbe centinaia di migliaia di famiglie e imprese. Non sarà tuttavia un blocco totale in quanto, spiegano da Equitalia, ci sono atti cosiddetti inderogabili per i quali non può essere applicata nessuna sospensione. Una decisione che non ha precedenti nei dieci anni di storia della società pubblica partecipata da Agenzia delle Entrate e dall'Inps e che lo scorso anno ha riscosso 7,4 miliardi e che prevede, nel 2015, di sfiorare gli 8 miliardi.
Non è dato comprendere la  funzione del provvedimento, chi è rincorso dai debiti non ha certo bisogno di pezzi di carta (cartelle) per averne contezza e non sono 10 giorni di “tregua” che sarebbe comunque fisiologica con il rallentamento della consegna dovuto alle interruzioni festive a sollevare lo stato d’animo del reo perseguitato! Dice Ernesto Maria Ruffini: “Equitalia vuole essere dalla parte degli italiani, non contro, la sospensione è un atto di attenzione verso imprese e famiglie con cui stringere un nuovo Patto perché il recupero dei crediti e dell'evasione sono fondamentali, così come lo è poter avere gli italiani al proprio fianco”.


Nella realtà, la sospensione, tolti gli atti brucianti per notifica, è ordinata principalmente per far rientrare i circa 300mila atti settimanali (questo il numero medio delle notifiche di Equitalia) nella nuova procedura di notifica e prevede l’uso della mail certificata. Dunque uno stop diventa fisiologico per allinearsi e cercare di sottrarre il maggior numero possibile all’impugnativa per “vizio di notifica”. La motivazione da parte di Equitalia, invece è un’altra, e cioè che grazie alle nuove norme approvate dal governo, dal prossimo anno sarà introdotto l'obbligo per le società di usare la mail certificata per ricevere atti e cartelle, mentre per i cittadini sarà necessaria una richiesta diretta. Questo consentirà di semplificare procedure e burocrazia e diminuire la massa di atti inviati per posta. Una misura che si accompagna con l'altra novità introdotta da ottobre, grazie alla quale rateizzare il debito con Equitalia è più facile. “Ad oggi circa la metà dei debiti dei contribuenti vengono pagati attraverso lo strumento della rateizzazione per poco più di 30 miliardi di euro. A testimoniare che è possibile trovare soluzioni positive per tutti, e in particolare per chi ha difficoltà. Tra poche settimane sarà possibile eseguire tutte le operazioni attraverso il sito istituzionale di Equitalia, così come saranno meno complesse procedure e passaggi amministrativi. Tutto per rendere più facile dialogare con i cittadini e rendere più semplice sanare le singole posizioni”. In realtà dietro “sarà più facile dialogare” si nasconde il meno nobile “non si scappa”. Sia chiaro, chi sbaglia deve pagare, e finalmente si è arrivati a un sistema di individuazione e di eliminazione di mezzi per perpetrare l’evasione, ma parlare di “concessione” e “fisco amico” significa mettere in condizione le persone che hanno sbagliato di poter redimersi senza essere annientati nelle loro capacità di poter concorrere col proprio lavoro al risarcimento del danno; ritardare di dieci giorni la consegna delle cartelle di Equitalia è solamente una inutile operazione di propaganda per chi il problema non lo sfiora neanche.
autore / Luca Lippi
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