Spagna, Ferrero: "Fine della dittatura bipolare, ma la sinistra ha bruciato 10 seggi"

21 dicembre 2015 ore 16:23, Andrea De Angelis
Felice quanto basta, ma con qualche rimpianto per la "sua" sinistra. Così Paolo Ferrero snocciola i numeri del risultato elettorale in Spagna, consapevole che per il Paese si tratta di un voto storico. Poi nell'intervista a IntelligoNews arriva una battuta sul re: "Spero resti nei palazzi.."

El Pais ha paragonato la Spagna all'Italia dopo il voto di ieri. Ha ragione il quotidiano?

«Finalmente in Spagna la gente ha votato sulle ipotesi che riteneva. La democrazia non prevede le ipotesi "a" e "b", ma ne ha di più...».

Vince la possibilità di avere idee diverse, il bivio non è democratico?

«Ma sì, la democrazia implica che ci siano più di due possibilità. La riduzione a due è la riduzione a derby calcistico di cose assai articolate. Basti pensare che sul liberismo i socialisti e i popolari, che sovente sono le due forze principali tra cui la gente deve scegliere, dicono le stesse cose. Per me quella non è democrazia, ma una forma di dittatura bipolare: ci fa scegliere tra due, ma dicono la stessa cosa a favore delle banche». 

Anche perché, restando al paragone calcistico, a volte si finisce alla lotteria dei rigori. In Spagna non si andrà più ai rigori?

«Non solo, ma quando per caso la situazione è più difficile che in altri momenti le due squadre giocano dalla stessa parte. Pensiamo al Governo Monti...».

Dunque Ferrero è contento?

«Lo scardinamento del bipolarismo in Spagna è un fatto iper positivo, cosa che peraltro sta avvenendo in tutta Europa. Un bene è anche il fatto che la sinistra sia andata avanti con le sue diverse forme, con Podemos e Izquierda Unida. La cosa che mi dispiace è che Izquierda Unida aveva proposto a Podemos di fare dappertutto liste unitarie, ma si sono riuscite a fare in alcune zone come Galizia e Catalogna e lì il risultato è stato molto positivo. Se si fossero fatte su tutto il territorio nazionale, oggi senza alcun dubbio si potrebbe fare una maggioranza contro la destra, stile Portogallo. Spero che questa cosa si possa fare, ma non è detto per questa divisione dentro la sinistra anti-liberista. Una divisione che ha tolto una decina di seggi che sarebbe stati oro per poter fare una svolta». 

Quale sarà il ruolo della monarchia? In Belgio pochi anni fa in una situazione di stallo ebbe un ruolo chiave, ma anche in Italia c'è chi dice che Napolitano abbia avuto un potere centrale alla fine del suo mandato. Cosa auspica Ferrero?

«Spero il ruolo minore possibile, perché quando entrano in campo i sovrani fanno dei danni inenarrabili. Confido che in Spagna se ne stiano il più possibile dentro i loro appartamenti».

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