Verdini "svuota Forza Italia" e Polverini suona il de profundis al partito

21 dicembre 2015 ore 16:34, Americo Mascarucci
Verdini 'svuota Forza Italia' e Polverini suona il de profundis al partito
Una bocciatura senza appello quella che Renata Polverini, ex presidente della Regione Lazio e deputato di Forza Italia, fa del partito in un'intervista al quotidiano La Repubblica.
La Polverini secondo le indiscrezioni sarebbe ad un passo dall'abbandonare il partito per unirsi alla schiera di ex forzisti capeggiata da Denis Verdini. L'ex Governatore del Lazio, che si dimise in seguito all'esplodere dello "scandalo Fiorito", parte dall'ultima vicenda, quella cioè della non partecipazione al voto sulla mozione di sfiducia contro il ministro Maria Elena Boschi presentata alla Camera dal Movimento 5stelle per fotografare la realtà di un partito allo sbando, lacerato da lotte interne, dove la difficoltà di conciliare posizioni divergenti obbliga di fatto il partito all'astensione o come in questo caso al "non voto". 
La Polverini evidenzia l'oggettiva difficoltà di coniugare l'indispensabilità di un'alleanza con la Lega, con l'imbarazzo di larga parte del partito azzurro a condividere ed inseguire i toni estremisti di Salvini. Una difficoltà che si evidenzierebbe soprattutto dalle posizioni conflittuali, spesso agli antipodi, di Renato Brunetta e Paolo Romani che ormai sembrano incarnare di fatto le due anime contrapposte degli azzurri; quella filo leghista (Brunetta) e quella moderata (Romani). La Polverini fa capire che Brunetta rappresenta effettivamente un problema, pur non essendo l'unico. Sulla mancata elezione dei tre giudici della Corte Costituzionale ammette che il capogruppo di Montecitorio ha sbagliato completamente strategia, annunciando la presentazione di una mozione di sfiducia contro il Governo sul "caso banche", offrendo a Renzi il pretesto per rompere il patto e stringere l'accordo con il M5S; ma riconosce pure le responsabilità di tutti quei parlamentari "franchi tiratori" che hanno impedito di eleggere per ripetute volte la terna comprendente il nome dell'azzurro Sisto. 
Le divisioni in Forza Italia ci sono sempre state ma prima c'era Berlusconi che sapeva fare da collante e tenere unito il partito. Oggi l'ex Cavaliere è un leader stanco e poco presente e soprattutto indisponibile a mediare fra le diverse posizioni in campo. Così il partito è praticamente allo sbando, ognuno si sente autorizzato a procedere in ordine sparso. Denis Verdini ha dichiarato pubblicamente che presto da Forza Italia arriveranno nuove adesioni al suo gruppo, che non fa parte della maggioranza di Governo ma è pronto a collaborare per le riforme e a sostenere quei provvedimenti utili e necessari al Paese. 
Le parole della Polverini, che pur non confermando passaggi nel gruppo di Verdini fa sapere che il dialogo è comunque aperto (in pratica una conferma a metà) sembrano annunciare che presto l'esercito berlusconiano potrebbe perdere altri soldati. "L'uscita è un passo forte - ha detto l'ex presidente del Lazio - va ponderato accuratamente e comunque intanto il dialogo va avanti visto che con Verdini proveniamo tutti dalla stessa storia politica". E mentre in Parlamento si assiste alla guerra di tutti contro tutti, non va meglio nei territori dove addirittura si registra il proliferare di una, due, tre diverse Forza Italia, di club "Forza Silvio" e di altre realtà riconducibili all'esperienza berlusconiana; con il risultato però che al moltiplicarsi di partiti, partitini, correnti e sotto correnti, corrisponde un sempre più evidente calo di credibilità politica e di consensi.  

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