Strategie: il conclave sotto chiave?

21 febbraio 2013 ore 13:56, Marta Moriconi
Strategie: il conclave sotto chiave?
E in Vaticano tra conclave e dossier si addensano i soliti sospetti.
  Ci sono i cardinali Julian Herranz, Jozef Tomko e Salvatore De Giorgi che, affiancando il caso Vatileaks, hanno indagato sulla fuga dei documenti segreti e ne hanno scritto uno loro. Scottante al punto tale da poter “bruciare” qualcuno. Ne parla dettagliatamente Panorama, oggi in edicola. Ma Concita De Gregorio dalle pagine de La Repubblica ha già fatto intuire la portata del fascicolo redatto. “Non fornicare, non rubare: i due comandamenti violati nel dossier che sconvolge il Papa” è il titolo dell’articolo odierno. E la Curia trema. Altro che fulmini, altro che terremoti e meteoriti. Questa volta il fattaccio è molto umano: c’è uno scandalo a conoscenza del Papa, che coinvolge molti alti prelati.  Divisi da ambizioni di potere, scalate alle poltrone, gruppi di pressione, interessi economici poco “ortodossi”. Ma divisi tra loro anche dai propri gusti sessuali. Si fa riferimento infatti ad una lobby gay in carriera, e che lavora per i suoi “adepti”. Di sfondo a queste accuse, il “motu proprio” del Papa che potrebbe inserirsi strategicamente per scardinare un sistema che, in molti avanzano questa ipotesi, potrebbe essere  la vera causa dell'abbandono del soglio di Pietro. E a condizionare il Conclave che si avvicina, a parte la diatriba sulla data di inizio su cui si è espresso Padre Federico Lombardi (si studia  qualche punto di dettaglio per la piena armonizzazione con un altro documento, cioè l'Ordo Rituum Conclavis), ci sono anche le poltrone. Il Papa ha nominato il cardinale Versaldi a guidare l'Idi. Versaldi sembra essere vicino al segretario di Stato Tarcisio Bertone, che ha perso però lo Ior, ma che rimane  colui che detta le regole interne e internazionali del Vaticano. Ad inficiare la sua “lobby” salesiana ci sarebbe però monsignor Georg Gaenswein,  nominato strategicamente prefetto della Casa pontificia. E poi c’è il decano del collegio cardinalizio Angelo Sodano. E poi, e poi... ci vuole tanto Spirito Santo.
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