Fondi per la disoccupazione: stanati 1000 "furbetti". Maglia nera alle regioni del sud

21 febbraio 2016 ore 10:53, Adriano Scianca
Fondi per la disoccupazione: stanati 1000 'furbetti'. Maglia nera alle regioni del sud
Percepivano fondi per aiutare i disoccupati ma avevano un lavoro. O, quanto meno, non rispettavano i vincoli necessari per avere diritto a quei sussidi. Sono 1079 i furbi stanati dalla Guardia di Finanza, per un danno allo Stato di circa 40 milioni di euro. Il nucleo speciale Spesa pubblica e repressione frodi comunitarie delle Fiamme gialle, nell’ambito della collaborazione con Invitalia Spa, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, ha incrociato le banche dati per passare al setaccio la posizione di oltre 10mila imprese che hanno ottenuto 411 milioni di euro per promuovere l'autoimpiego delle persone in cerca di lavoro tramite l'avvio di nuove iniziative imprenditoriali o di lavoro autonomo. 

Per beneficiare dei contributi, sottolinea la Guardia di Finanza, “è necessario avere determinati requisiti e rispettare alcuni vincoli come ad esempio non essere occupati alla data di presentazione della domanda del contributo; comunicare all’ente erogatore l’avvenuta cessazione dell’attività economica destinataria del contributo pubblico; non essere titolari di quote o azioni di altre società ammesse a benefici; non richiedere altre agevolazioni per 36 mesi dalla concessione dei benefici; non trasferire al di fuori dell’azienda i beni ed i diritti aziendali ammessi al contributo”. Tali vincoli dono fissati dal decreto attuativo n. 185 del 2000. I soggetti che non hanno rispettato tali vincoli sono ben 1079. 

E non si tratta di sviste o di errori: fra loro c'è anche chi ha ottenuto fondi attraverso comportamenti fraudolenti, come la redazione di atti falsi. L’esito delle analisi è ora al vaglio dei comandi territoriali della Guardia di finanza che stanno concludendo le indagini. Nel frattempo Invitalia ha già attivato tutte le procedure di revoca dei benefici e le conseguenti iniziative legali per il recupero dei fondi. Dall'analisi regionale e provinciale delle posizioni irregolari la Campania con 420 illeciti è al primo posto della classifica, con Napoli che da sola ne conta 134 comunque battuta da Salerno con 137 irregolarità. Al secondo posto la Puglia con 206 e a completare il podio la Sicilia con 163 posizioni.

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