Italicum, Pezzopane (Pd): “Cuperlo parla da capo-corrente. Il replay dei 101 sarebbe un suicidio politico"

21 gennaio 2014 ore 12:50, Lucia Bigozzi
Italicum, Pezzopane (Pd): “Cuperlo parla da capo-corrente. Il replay dei 101 sarebbe un suicidio politico'
“Renzi sta cambiando il Pd con la forza delle primarie. Ora c’è una linea chiara”. Assunto dal quale la senatrice dem Stefania Pezzopane muove nella conversazione con Intelligonews il giorno dopo la Direzione dello strappo Cuperlo-Renzi. “Cuperlo è presidente del partito ma ha fatto un intervento da capo della minoranza”. Messaggio ai potenziali ‘franchi tiratori’ :“Se in Parlamento si dovesse riproporre lo schema dei 101, per il Pd sarebbe un suicidio politico”.
Senatrice Pezzopane, ha vinto il Pd o Renzi? «Ha vinto il nuovo Pd, quello uscito dalle primarie in cui il segretario candidato e poi vincente aveva chiaramente dato una tempistica e degli obiettivi». Questi obiettivi adesso stanno diventando realtà. La Direzione è stata importante perché finalmente il Pd ha detto qual è la sua proposta e non solo…». Cos’altro? «E’ una proposta già discussa con le altre forze politiche, non è una bandiera da sventolare bensì una possibilità per approvare in tempi rapidi una legge elettorale dignitosa in grado di ristabilire un rapporto dignitoso tra cittadini ed eletti». In che modo Renzi sta cambiando il Pd? «Lo sta cambiando moltissimo, come è giusto che sia, con la forza che gli elettori delle primarie hanno dato e lo sta cambiando perché lui come altri, comprendono che o si cambia o si muore. Talvolta Renzi può apparire brusco, decisionista ma credo che nel partito ce ne fosse bisogno: i nostri elettori fino a poco tempo fa non sapevano cosa pensassimo delle cose da fare, oggi invece si comincia a capirlo in maniera chiara». Come legge la mossa di Cuperlo e dei bersaniani? «Non ho condiviso il suo intervento. Cuperlo è il presidente dell’assemblea dem ma ha fatto un discorso da capo di una minoranza. E’ stato eccessivamente duro, non ha fatto un intervento politico; sembrava un intervento teso a demolire le proposte di Renzi piuttosto che dare un contributo. Quando poi si è trattato di votare la parte che a lui fa riferimento si è astenuta. E quando ha lasciato la Direzione, non ha fatto un bel gesto… avrebbe dovuto replicare, chiarire. E’ bene che la Direzione non sia un luogo di ipocrisie dove tutti dicono di essere amici ma hanno pronto il coltello…». A proposito di coltello, i bersaniani con D’Attorre hanno già lanciato messaggi in codice sul voto alla Camera che forse sarà a scrutinio segreto. C’è il rischio di un killeraggio in salsa Pd? «Sarebbe un suicidio politico. E’ chiaro che la proposta di Renzi è un atto di indirizzo ai gruppi parlamentari e che nel dibattito parlamentare potranno esserci miglioramenti e maggiore precisazione su alcuni aspetti, ma è altrettanto evidente che se nel Pd dovesse esserci il killeraggio oltretutto su una proposta politica che al momento è l’unica possibile e credibile da realizzare con questo parlamento, a rimetterci sarebbe tutto il partito». La battaglia degli anti-renziani si sposta sulle preferenze. C’è da aspettarsi la vendetta dei 101 anche su Renzi come su Prodi? «Come Pd non abbiamo mai sostenuto le preferenze alle politiche. Abbiamo lavorato per il Mattarellum e dunque per il collegio uninominale. Le preferenze vanno bene per gli enti locali e io mi ci sono già cimentata, alle regionali dove sono risultata prima degli eletti, alle comunali e dunque non ne ho paura». Dove sta la differenza con le politiche? «Visto che parliamo di costi della politica e di tornare al rapporto diretto con il cittadino, è evidente che in un collegio grande con le preferenze potrebbe accedere alla candidatura solo chi ha grandi risorse. Questo tormentone delle preferenze lo trovo abbastanza stravagante come il fatto che venga sollevato da esponenti del Pd che stanno in parlamento senza aver fatto un passaggio del genere. Chiaro che vanno fatte le primarie per la selezione dei candidati ma questo Renzi lo ha già detto. Adesso ci sarà da fare un dibattito nei gruppi parlamentari, cercheremo di capire quali sono le riserve ma l’impianto non va smontato perché si mette un argine al potere di veto dei piccoli partiti e l’inserimento del doppio turno è un fatto importante. Quella di Renzi è una bella proposta, francamente avrei immaginato un dibattito teso a migliorarla non una reazione indispettita e demolitoria». Cuperlo con Renzi come Fini con Berlusconi? «Mi auguro assolutamente di no. Il Pd ha fatto le primarie per scegliere il segretario, non può spaccarsi come non può escludere nessuno. Tuttavia bisogna tener conto di chi ha vinto le primarie e del progetto politico che è stato indicato: si può dare un contributo costruttivo, non ostacolarlo perché significherebbe tradire la volontà degli elettori che con forza hanno scelto questa direzione. E temo che se non manterremo gli impegni assunti potrebbero essere l’ultima volta in cui il nostro popolo di riconosce in un progetto e nel metodo della democrazia partecipata». Come risponde alle critiche sul “Pregiudicatellum” che non vengono solo da Grillo ma agitano la sinistra dem? «Sono vicepresidente della giunta delle elezioni al Senato e assieme ad altri esponenti del Pd e non solo, ho tenuto la barra dritta anche quando qualcuno, pure nel mio partito, suggeriva di mandare le carte alla Consulta e di prendere tempo. La decadenza di Berlusconi da senatore era un provvedimento giusto perché dovevamo in maniera seria applicare una legge dello Stato. Con la stessa determinazione dico che non esiste una legge che esclude Berlusconi dalla vita politica. Non è più senatore né si può candidare perché non può esserlo, ma è un cittadino che ha la sua libertà di fare politica. Se Fi lo ha scelto come leader, il segretario del Pd quando va a parlare con Fi non può non parlare con Berlusconi. La scelta del leader di Fi non è un problema nostro. Aggiungo che quelli che oggi gridano allo scandalo sono quelli che in agosto quando è uscita la sentenza di terzo grado con la condanna in via definitiva erano gli stessi che governavano con Berlusconi…».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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