Vertice dissidenti dem: in 140 con Bersani. Chi c’è e chi non c'è...

21 gennaio 2015 ore 17:32, intelligo
Bersani con il sigaroUna riunione della minoranza Pd nella Sala Berliguer della Camera. Particolare simbolico non irrilevante perché nel giorno in cui la maggioranza boccia gli emendamenti di Gotor (bersaniano) all’Italicum e approva il provvedimento di Esposito (Nazareno 2), il vertice guidato da Bersani ha il suo perché. Sul tavolo il tema delle riforme istituzionali: quanto basta per metterci dentro tutti i maldipancia che da mesi covano all’ombra del Patto del Nazareno tra Renzi e Berlusconi. Alla chiamata dell’ex segretario Pd hanno risposto in 140 tra deputati e senatori di tutte le aree interne ai dem. Tra i presenti, oltre a Pier Luigi Bersani, ci sono Rosy Bindi, Gianni Cuperlo, Pippo Civati, Stefano Fassina, Sesa Amici, Francesco Boccia, Miguel Gotor, Corradino Mineo, Nico Stumpo, Cesare Damiano, Francesco Russo. Prensente anche il  capogruppo Pd alla Camera Roberto Speranza. “Non è una riunione di corrente, è una riunione di partito” ironizza il parlamentare Giacomo Portas. E che l’intento dei dissidenti dem sia quello di serrare i ranghi lo fa capire lo stesso Bersani prima di chiudere le porte della sala Berlinguer commentando il voto del Senato sull’Italicum: “Renzi sa benissimo che sulla legge elettorale c'era una possibile mediazione e non ha voluto mediare. Ora spetta a lui dire se si deve partire dall'unità del Pd”. Non solo: l’ex ministro attacca, riferendosi alle parole del senatore Esposito (renziano) nell’intervista a Repubblica: “Dare del parassita a Corsi, Mucchetti e Gotor è pericoloso. E’ gente perbene che non chiede niente e va trattata con rispetto. Se viene meno il rispetto è finita”. LuBi
autore / intelligo
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