Bambini, Ue prepara legge anti-zucchero ma servono le etichette

21 gennaio 2016 ore 16:31, Andrea De Angelis
Non è una moda la battaglia che si sta inasprendo nei confronti dello zucchero. Semmai la moda (sbagliata) è quella di consumare cibi che ne contengono troppo, vuoi perché attratti da essi, vuoi perché non si conosce bene ciò che si mangia. Il punto forse è proprio questo e a maggior ragione va letta con soddisfazione la decisione dell'Europarlamento che ha posto il veto ad una proposta della Commissione europea, rimandando la normativa al mittente con 393 voti favorevoli, 305 voti contrari e 12 astensioni.
Gli alimenti per bambini, questa in sostanza la sintesi della decisione, non possono continuare a contenere fino a tre volte più zucchero di quanto raccomandato dall'Organizzazione mondiale della sanità. 
 
"L'introduzione di livelli elevati di zucchero negli alimenti - specialmente in così tenera età - contribuirebbe all'incremento dell'obesità infantile e potrebbe influenzare le preferenze alimentari dei bambini", ha spiegato il relatore britannico Keith Taylor, del gruppo dei Verdi. Secondo Taylor "in particolare per i neonati e i bambini piccoli, i livelli di zucchero aggiunto dovrebbero essere ridotti al minimo".
Per l'Assemblea di Strasburgo "il livello di zucchero massimo consentito dovrebbe essere sostanzialmente ridotto in linea con le raccomandazioni dell'Oms" e inoltre, in linea con il principio di precauzione, tecnologie come gli ogm e le nanotecnologie, i cui rischi a lungo termine non sono noti, dovrebbero essere vietate in questi alimenti. 
Bambini, Ue prepara legge anti-zucchero ma servono le etichette
Altro punto spinoso è quello relativo all'etichettatura. In particolare il riferimento è nei confronti degli alimenti trasformati per bambini, con gli eurodeputati che hanno chiesto di specificare in modo chiaro e trasparente che tali cibi non sono adatti ai piccoli che non hanno compiuto ancora sei mesi. Il punto è dunque cruciale: una chiara informazione sulle etichette è probabilmente la vera arma a disposizione dei consumatori per affrontare in modo adeguato la questione. Non che non si possano leggere le tabelle dei singoli alimenti, sia chiaro. Ma un'informazione in più, magari scritta a caratteri grandi e dunque ben visibile può giovare molto. 
Senza cadere in facili allarmismi, è importante dunque sapere cosa si mangia. Anche perché un recente studio, andando al di là della questione relativa ai bambini, avrebbe dimostrato che l'elevato consumo di zuccheri potrebbe aumentare anche il rischio di tumori al seno e metastasi ai polmoni. A sottolinearlo è appunto lo studio appena pubblicato da ricercatori del prestigioso MD Anderson Cancer Center - Università del Texas sulla rivista scientifica Cancer Research. Studi epidemiologici precedenti avevano già dimostrato che l’apporto di zuccheri proveniente dal cibo ha un impatto significativo sullo sviluppo di un carcinoma mammario perché favorisce meccanismi infiammatori o i picchi di insulina che, ricordiamolo, è l’ormone prodotto dal nostro organismo in risposta a un aumento della quantità di zuccheri nel sangue (glicemia), ma regola anche altri aspetti del funzionamento del nostro organismo e per questo è considerata un ormone chiave nella relazione tra cibo e cancro. L’insulina, in sostanza, favorirebbe anche la produzione di un fattore di crescita chiamato IGF-I che è un vero e proprio fertilizzante per le cellule in generale e in particolare per quelle cancerose. Alcuni tumori, come per esempio quello del seno, sono particolarmente sensibili all’azione combinata degli ormoni sessuali e dei fattori di crescita.
"Soprattutto il fruttosio è sotto accusa – spiega Lorenzo Cohen, coautore della ricerca e docente di Medicina Integrata all’Università texana, come riportato da Corriere.it –, più del glucosio. Ma, in generale, sappiamo che un’eccessiva assunzione di zuccheri, amidi e carboidrati, determina aumento di peso, fino ad arrivare all’obesità, stress ossidativo, danni microvascolari e cardiovascolari. A cui si aggiungono le ormai numerose conferme sul rapporto fra eccesso di zuccheri e tumore".
È poi importante avere familiarità con l’indice glicemico, un numero che indica quanto un cibo alza i livelli di glicemia rispetto a un altro poco dopo aver mangiato. 

Il consiglio? Quello della sana (e tanto invidiata) dieta mediterranea: mangiare un po' di tutto, ma con moderazione. Zucchero, ovviamente, compreso.


 
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