Juve, la ricetta di Allegri per conquistare il triplete: "Decisivo il contributo di tutti"

21 gennaio 2016 ore 11:11, Andrea De Angelis
Dybala è entrato al minuto ottantanove ed ha avuto due palle gol. Pogba ha giocato dall'inizio dopo l'esclusione di Udine ed ha corso dal primo all'ultimo istante. Bonucci non salta praticamente una partita e a fine gara trova anche la lucidità di rispondere alle domande di un giornalista in modo impeccabile: "Dobbiamo dare tutti il 100%, siamo la Juventus bisogna vincere. Anche la Coppa Italia, è uno dei nostri tre obiettivi". Del resto come molti ricordano l'anno scorso la vecchia signora ha sfiorato il triplete: prima in campionato, vincitrice della Coppa Italia e seconda in Champions League. Un sogno che ritorna quest'anno dopo l'avvio disastroso di stagione. Ora la vetta è lontana solo due punti grazie alle dieci vittorie consecutive in campionato. Per la Coppa nazionale, invece, occorrerà battere le due milanesi (dando per scontato che il Milan superi l'Alessandria, in semifinale nonostante militi in Lega Pro). 

Di campionato ha parlato anche mister Allegri, il quale ha risposto a metà sulla polemica relativa al caso Sarri. "Non mi permetto di giudicare gli altri - ha detto l'allenatore toscano - e posso solo dire che noi dobbiamo stare attenti perché in panchina siamo un esempio". Politicamente corretto ed elegante quanto basta, come sempre. Un Allegri che ha saputo ormai conquistare anche i tifosi dopo i malumori iniziali. Far dimenticare Antonio Conte, l'allenatore che ha riportato a vincere la Juventus dopo tanto tempo, era un'impresa difficile. Fare bene dopo le partenze dei vari Pirlo, Vidal e Tevez ancora di più. 
Juve, la ricetta di Allegri per conquistare il triplete: 'Decisivo il contributo di tutti'
Per il Max delle panchine è fondamentale che tutti diano il loro contributo: "Caceres ha fatto bene, per noi è importante. Anche Zaza ha giocato una buona gara, Morata poi è cresciuto con il passare dei minuti". Insomma, i giocatori meno impiegati hanno dato un contributo importante, come Neto. "Il portiere ha fatto due, tre uscite importanti". Il segreto, dunque, è quello di sempre: per vincere serve il contributo delle cosiddette seconde linee. Del resto la "panchina lunga" fa la differenza, specie con l'arrivo della primavera. 
Non era semplice vincere questa sera e faccio i complimenti ai ragazzi. Nel primo tempo c’è stato molto equilibrio, loro avevano inizialmente ritmi alti, poi siamo cresciuti, non abbiamo concesso mezza palla gol e abbiamo avuto diverse occasioni per chiudere la partita". Sul turn over è chiaro: "Non mi piace come parola. Ho una rosa molto competitiva e lasciare fuori qualcuno è complicato". Quindi un commento sul prossimo avversario, l'Inter di Mancini: "Sarà una bella sfida con i nerazzurri, come lo è stata la partita di questa sera o l’ottavo di finale contro il Toro. Quanto alla Roma sarà una partita tosta, difficile ma giocheremo per vincere. Mancano 18 partite alla fine e le prime cinque squadre sono in corsa per lo scudetto. Noi siamo in un ottimo momento, ma dobbiamo mantenerlo". Per farlo il segreto è proprio nella rosa, dal primo all'ultimo giocatore: dalla A di Asamoah alla Z di Zaza.
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