Berlusconi torna Berlusconi: sulle adozioni gay gioca a fare il vago

21 gennaio 2016 ore 12:22, Lucia Bigozzi
Silvio Berlusconi si rinfila l’elmetto del combattente. Non abbandona il campo di battaglia, anzi, ci si lancia a capofitto chiarendo subito il suo ruolo e le prospettive: “Il futuro che verrebbe fuori con una mia discesa in campo o meno cambierebbe molto la situazione”. Tanto per dire che alla prossima tornata elettorale sarà ancora lui l’asso nella manica del centrodestra. L’occasione per lanciare l’ennesima sfida che si traduce in un attacco serrato a Matteo Renzi, è la partecipazione alla presentazione del libro della conduttrice di La7 Myrta Merlino. Punta l’indice contro il premier per dire che ha “costruito un sistema che va bene solo per lui, un vero e proprio regime” e se “andassero al ballottaggio Pd e M5S non sarebbe il Partito democratico a vincere”. Boccia il metodo incline al renzismo che traduce nel “mettere uomini” del premier “ovunque, come alla Guardia di finanza, è un regime vero”. 
Sui dossier aperti e in particolare sulla controversa vicenda del ddl Cirinnà (vedi unioni civili e adozione gay), Berlusconi non si sbilancia con un sì o con un no, scegliendo la via della libertà di coscienza che, evidentemente, rimanda ad altri decisioni e prese di posizione: “Di fronte a queste situazioni si deve lasciare il diritto alle persone di fare come credono e di seguire la propria strada. Lo Stato non si deve opporre”. Ma è sul disegno di legge che il 28 andrà in Aula, al Senato per il voto definitivo e sul quale in questi giorni è in corso una faticosissima mediazione all’interno del Pd e tra il partito di maggioranza relativa e gli alleati, a confermare in pieno la linea già scelta da Forza Italia: “Lasciamo libertà di voto: siamo aperti al riconoscimento dei diritti di tutte le coppie ma il testo è fatto male”. Dalle unioni civili alla battaglia elettorale per Roma. 

Berlusconi torna Berlusconi: sulle adozioni gay gioca a fare il vago
Il leader degli azzurri conferma l’opzione in campo sul quale si sta ragionando, ovvero quella della candidatura dell’ex capo della Protezione Civile Guido Bertolaso, ma rimanda al confronto con gli alleati per capire, se alla fine, l’idea è condivisa e potrà tradursi in una candidatura vera e propria. “La candidatura a sindaco di Guido Bertolaso è una cosa che dobbiamo decidere con gli altri protagonisti del centrodestra. Sono contento che lui abbia dato la sua disponibilità. Anche lui è stato accusato di cose non vere da una magistratura di sinistra”. C’è poi la battaglia sul referendum che nel prossimo autunno porterà gli italiani a dire “sì” o “no” al Senato 3.0 riformato da Renzi e che Berlusconi non tralascia, richiamando la nascita di numerosi comitato per il “no” sostenuti anche da giuristi quali Alfonso Quaranta e Annibale Marini, entrambi presidenti emeriti della Corte costituzionale (come riporta il quotidiano Il Giornale). La presentazione del libro della Merlino è anche occasione per un intervento a tutto campo su se stesso e sul futuro. Berlusconi ricorda l’adorata mamma Rosa che “era contraria alla mia discesa in campo, oggi sarebbe con me e sarebbe d'accordo a quello che sto facendo solo per senso di responsabilità” e si sofferma su alcuni aneddoti che riguardano il loro rapporto. Ma poi torna ad attaccare Renzi ammettendo che, in un certo senso, di lui si fidava. “È vero, per un periodo ho sperato in Renzi. Ma lui ha tradito la mia fiducia. Ha cambiato il patto del Nazareno 17 volte. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l'elezione del presidente della Repubblica. C'era un accordo su Amato e lui l'ha tradito. Renzi lavora solo per se stesso e oggi siamo in un vero e proprio regime”. E in tempi di euroscettici, anche dalle parti di Palazzo Chigi, Berlusconi non risparmia un passaggio critico sull’Europa e sul braccio di ferro aperto dal premier con Bruxelles: “Renzi batte i pugni sul tavolo come me? Nient'affatto. Io convincevo i miei interlocutori, il premier li attacca e li offende”. La battaglia è solo all’inizio. 

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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