L'Isis distrugge la bellezza. Stavolta abbatte il più antico monastero cristiano in Iraq

21 gennaio 2016 ore 11:30, Lucia Bigozzi
Dopo Palmira tocca al monastero di Sant’Elia. Siria come Iraq: la “firma” è sempre la stessa, Isis. Gli uomini di al Baghdadi hanno letteralmente raso al suolo il monastero più antico dell’Iraq con sulle spalle ben 1400 anni di storia (fu edificato tra il 582 e il 590). A dare la notizia in esclusiva è l’agenzia di stampa Associated Press che ha riferito di aver avuto la possibilità di verificare la distruzione dell’antichissimo sito, grazie alle fotografie satellitari commissionate a una società specializzata. In arabo si chiama Dair Mar Elia e porta il nome del monaco cristiano assiro Elia che lo aveva costruito su una collina che domina la città irachena di Mosul. Dell’edificio erano rimaste in piedi una ventina di stanze e la cappella. Ma dalle foto satellitari – dicono gli esperti – è possibile notare come le mura in pietra sono state polverizzate utilizzando potente ruspe e probabilmente anche qualche carica esplosiva. Il raid risalirebbe al 2014, quando gli uomini del Califfo presero il controllo di Mosul e buona parte della provincia di Ninive. Al massacro dei civili, si aggiunge lo scempio perpetrato ai danni di una serie di monumenti preziosi e antichissimi. Tra questi, il sito archeologico di Nimrud e Hatra collegati alla cristianità. Secondo alcune stime (come riporta il Sole24Ore sarebbero almeno un centinaio i siti religiosi e archeologici distrutti dall’Isis fra Iraq e Siria. Come non ricordare la distruzione del meraviglioso sito archeologico di Palmira e l’uccisione del suo custode, uno studioso archeologo che ha preferito morire tra i “suoi” monumenti ma non abbandonarli. 

L'Isis distrugge la bellezza. Stavolta abbatte il più antico monastero cristiano in Iraq
C’è un’altra data che vale la pena di ricordare per capire come l’antico monastero di Sant’Elia nel corso della storia sia stato oggetto di numerosi attacchi, molti dei quali hanno visto la persecuzione dei cristiani. Bisogna risalire al 18esimo secolo quando quasi duecento monaci furono uccisi per essersi rifiutati di convertirsi all’Islam come avrebbe voluto imporre un generale persiano. Per i successivi due secoli il monastero è stato punto di riferimento per innumerevoli pellegrinaggi; quindi è stato inglobato nel campo di addestramento dell’esercito iracheno, poi esteso dai militari americani che dal 2003 lo utilizzarono come campo-base. Anche se in seguito alla denuncia di danneggiamenti da parte di alcuni soldati americani che aveva impresso sulle pareti del monastero una serie di graffiti, il governo Usa aveva deciso di riparare al danno, attivando un programma articolato per il recupero del complesso architettonico e della sua conservazione. Ma evidentemente, non è servito a granchè: i tagliagole non hanno rispetto della vita umana, figuriamoci per le antiche mura di un monastero cristiano… Del resto, era stato Vittorio Sgarbi davanti all'assalto a Palmira, a sostenere che i terroristi dell'Isis non conoscono la bellezza e "le loro distruzioni non sono contro Giove, Zeus o contro il buddismo. A loro non frega niente degli dei pagani, vogliono solo attaccare i valori che sono i fondamenti della nostra civiltà. Ora se la sono presa con la civiltà assira e magari domani colpiscono quella egiziana. Cosa sarebbe il mondo senza piramidi? Distruggere questi pezzi di storia è come uccidere gli uomini. Loro vivono in un tempo piatto in cui non c’è passato e non c’è futuro”.
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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