Renzi al lavoro sulla Bad Bank e spinge le fusioni: avvertimento ai banchieri?

21 gennaio 2016 ore 16:10, Luca Lippi
Nella conferenza Stampa fatta alle 11 di oggi a Palazzo Chigi dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi, gli argomenti trattati sono stati tantissimi, e una valanga di domande sono state indirizzate sull’argomento del giorno (ma non all’ordine del giorno) che è quello della presunta crisi del sistema bancario italiano. Matteo Renzi ha cercato di rasserenare gli animi ed è sembrato piuttosto determinato a farlo, segno inconfutabile che abbia avuto il conforto di Padoan, quindi a tale proposito:  “Il governo sta studiando soluzioni per il recupero dei crediti delle banche per limitare il problema delle sofferenze degli istituti” ed è chiaro il riferimento alla Bad Bank che è un vecchio pallino di Padoan che intende perseguire con determinazione, a tale proposito sollecita il Parlamento a prendere in seria considerazione l’esigenza di velocizzare ogni presa di decisione sella questione. Conferma la volontà di Padoan lo stesso Presidente del Consiglio: “Padoan sta facendo un ottimo lavoro. Il dato è meno grave di quello percepito dai mercati. Il modo migliore per ridurre le sofferenze è far ripartire l’economia e favorire il recupero dei crediti". Nello stesso tempo ha aggiunto un monito ai banchieri che negli ultimi tempi sono più preoccupati di concertarsi più che confrontarsi con il governo e quindi prova a richiamare la loro attenzione invitandoli come segue: “Devono fare presto sul tema del consolidamento. Alcune banche italiane sono fra le più solide al mondo”. Questa fase “è una grandissima opportunità, tutto il sistema del credito italiano sa di avere a che fare con un Paese molto forte e solido, e che è un ottimo investimento"

Renzi al lavoro sulla Bad Bank e spinge le fusioni: avvertimento ai banchieri?
Ovviamente da quanto sopra, non ha potuto ignorare la questione delle popolari, dicendo che il meccanismo di questi istituti  “non funzionava, il nostro governo l'ha cambiato. Con la riforma fatta  le Popolari possono essere protagoniste del consolidamento". Anche se "ci saranno meno banchieri, meno poltrone, ma più risorse per il credito e più meccanismi trasparenti, dopo un percorso di fusioni e consolidamento. Quello che sta accadendo oggi sulle popolari non ha precedenti . L'ultimo che tentò di toccarle, nel 1998, era stato Ciampi. E non ce la fece. Questo parlamento ci è riuscito”. 
Il Presidente del consiglio non perde occasione per sottolineare che il sistema italiano è solido, “nel mirino non ci sono le banche italiane, ma alcune banche: è  il mercato e bisogna rispettare le regole del gioco".  Rispondendo ad una domanda sulle eventuali mancanze delle autorità di vigilanza, da Bankitalia alla Consob, Renzi ha aggiunto: "I segnali sono di serietà delle istituzioni, ci sono segnali di forza, di solidità e di fiducia. Sono critiche che respingo". Non si poteva certo pensare che il capo del governo ignorasse di tutelare l’immagine delle istituzioni, sicuramente starà già provvedendo a fare le opportune verifiche sull’operato degli istituti di vigilanza, ma mentre cerca di convincere la Stampa di stare per perseguire la sua funzione di controllo nelle forme previste dall’ordinamento ha voluto anche rispolverare la questione che lo vede in contrasto con la Ue: “. "Io voglio più Europa ma che funzioni e che abbia regole uguali per tutti. Che le regole che valgono per me valgano anche per altri, che non ci sia doppio standard”. E su Juncker: “ha sbagliato parole, pazienza. Quello che mi interessa è che non sbagli politiche per l'Europa". Il parere personale del Premier è: “da anni in cui l'Italia ha avuto paura perché temeva chissà cosa dall'Europa. Ora, siccome a casa nostra le riforme le abbiamo fatte, gentilmente parliamo di cosa deve essere l'Unione europea nei prossimi anni. Questa discussione la faccio da europeista, ma sono convinto che ci sia bisogno della voce dell'Italia: quando non c'è stata perché l'Italia era in altre faccende, non è stato un bene". Una sana punta polemica non poteva mancare, probabilmente potrebbe anche avere ragione, nei fatti ora tocca a lui provare il “bastone” della Troika che usa il solito sistema di alterare i Mercati per punire le alzate di testa dei sudditi considerati euro povero dopo averli impoveriti. 

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]