Unioni civili, Rizzo (Pc): "Distrazione di massa. Il problema è tra gay ricco e gay povero"

21 gennaio 2016 ore 13:57, Lucia Bigozzi
“Il governo Renzi, come Tsipras o la Merkel dipendenti dalla Bce e dal Fmi, usano ‘armi di distrazione di massa’: parlano di unioni gay e di adozioni, tutte cose giuste ma laterali, perché il problema non è tra eterosessuali e gay ma tra gay ricco e gay povero”. Assunto dal quale Marco Rizzo, segretario del Partito Comunista e candidato sindaco a Torino (il partito sarà presente in tutte le grandi città al voto) muove il ragionamento commentando la legge sul whistleblowing e la norma sul licenziamento in 48 ore per i “furbetti del cartellino”, nella conversazione con Intelligonews

Dal licenziamento in 48 ore per i “furbetti del cartellino” alla nuova legge sul whistleblowing in relazione ai casi di corruzione. Che valutazione dà dell’azione del governo Renzi?

«Questo meccanismo, il sistema, la società, sono orientati al profitto. E’ una società dove l’unico valore economico, sociale ma anche culturale sono i soldi. Se costruisci una società - e vale per l’intero Occidente - dove c’è la finalizzazione del profitto a tutti i costi, tutti i tentativi di eliminare la corruzione, la criminalità, i furbetti, sono destinati se non al fallimento, per lo meno all’inefficacia. E penso questo anche per quanto riguarda la produzione: si producono beni superflui non necessari».

Faccia un esempio.

«In alcune panetterie, il pane costa 3-4 euro al chilo eppure tu puoi andare a Londra con un volo low coast che paghi dieci euro. Ma ti serve andare a Londra pagando dieci euro quando il pane a casa tua costa tre euro al chilo? Dico questo perché, poi bisogna entrare nel merito delle questioni. Chi è favorevole alla corruzione? Ma la domanda vera è: perché esiste la corruzione? Perché il modello culturale generale è improntato al profitto. La mia è una critica sistemica alternativa; dopodichè si può discutere di norme anticorruzione quanto si vuole, però o si prende il toro per le corna oppure le normative lasciano il tempo che trovano».  

La legge sul whistleblowing prevede la tutela dei lavoratori che denunciano casi di corruzione. Secondo lei è un meccanismo pericoloso oppure no?

«Chi depreda la proprietà pubblica va punito. Ma in questa società chi ci dice, ad esempio, che la normativa di denuncia non possa poi trasformarsi in un attacco, non al lavoratore che compie un reato, bensì venga indirizzato verso il lavoratori che lotta per i propri e gli altrui diritti?».

Alcuni esponenti di Fi e Fdi sostengono la pericolosità di un meccanismo che definiscono “delatorio” e “specchio di schemi della Germania nazista e della Russia comunista”. Cosa risponde?

«Consiglierei loro di ristudiare un po’ la storia. Detto questo, un conto è se tu difendi con le tue azioni la collettività e, aggiungo io, la proprietà collettiva; un conto è se tu compi delle azioni per il tuo tornaconto personale che, diciamo, nel sistema attuale è la prassi vigente. Mi sembrano due differenze sostanziali»

In questi giorni col ddl Cirinnà a un passo dal voto in Aula, si parla tanto e giustamente, di discriminazioni nei confronti dei gay, ma la discriminazione nei confronti dei lavoratori?

«E’ proprio la classica modalità di azione di questi governi, da Renzi a Tsipras passando per la Merkel, che per il fatto di essere dipendenti dal Fmi, la Bce, l’Ue, evitano di entrare nel merito delle questioni vere: il lavoro in primo luogo, ma la questione reale è tra ricchi e poveri. Parlano, quindi, di rifugiati, di unioni gay di adozione da parte di gay: tutte cose giuste ma laterali. Diciamo che vengono usate ‘armi di distrazione di massa’, mentre il problema non è tra eterosessuale e gay, bensì tra gay ricco e gay povero, perché il problema è la differenza tra ricchezza e povertà, non certo l’orientamento sessuale che oggi viene comunemente e giustamente accettato»

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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