Licenziamenti, Ferrero (Rc): "Manovra di Renzi. Guai a contrapporre diritti civili e sociali"

21 gennaio 2016 ore 14:31, Lucia Bigozzi
“Sui licenziamenti le norme ci sono già, basta applicarle. E’ una campagna di propaganda che Renzi sta facendo per nascondere il mancato rinnovo del contratto di lavoro dei dipendenti pubblici”. Non ci gira intorno Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione Comunista commentando la norma di Palazzo Chigi sui “furbetti del cartellino” nell’intervista a Intelligonews

Che idea si è fatto della legge varata da Montecitorio sul whistleblowing e della norma voluta dal governo Renzi che prevede il licenziamento in 48 ore dei “furbetti del cartellino”?

«Su tutta la partita dei licenziamenti le norme ci sono già e i licenziamenti in corso a Sanremo lo dimostrano. Quindi, è tutta una campagna di propaganda che Renzi sta facendo semplicemente per nascondere il fatto che non si sta rinnovando il contratto di lavoro dei dipendenti pubblici, ormai quasi da un decennio. La considero pura propaganda fatta attraverso il sistema dei sondaggi dai quali si capisce su cosa la gente è più sensibile. Le norme ci sono, basta applicarle»

Tra le novità della normativa anticorruzione c’è la tutela del lavoratore che denuncia un atto illecito. C’è il rischio che si innesti un meccanismo pericoloso o no?

«Penso sia un meccanismo corretto, nel senso che l’ambiente di lavoro dove c’è corruzione rischia di essere non positivo per chi decide di segnalare illeciti; quindi è bene che la persona venga tutelata. In termini più ampi, aggiungo: così come difendo il diritto delle persone ad avere le proprie opinioni religiose, politiche, fare attività sindacale o politica, e lotto perché non ci siano discriminazioni, allo stesso modo penso che bisogna evitare qualsiasi discriminazione per chi denuncia eventualmente casi di corruzione»

Cosa risponde ad alcuni esponenti di Fi e Fdi che sostengono che si tratta di un meccanismo “delatorio” che è “specchio degli schemi della Germania nazista e della Russia comunista”?

«E’ una posizione sbagliata e chi la sostiene proprio dal centrodestra, ha qualche problema»

Si parla di discriminazione gay nei giorni tribolati del ddl Cirinnà. Ma di discriminazione dei lavoratori chi ne parla?

«I lavoratori sono molto maltrattati e pochissimi li difendono. Certamente, non il governo Renzi, perché qui c’è un problema di occupazione e investimenti pubblici, solo per citare due questioni fondamentali. Considererei sbagliatissimo contrapporre i diritti delle famiglie di fatto o delle persone dello stesso sesso rispetto a quelli dei lavoratori: non è che se si fa una legge sulle unioni civili, i lavoratori hanno più diritti. Penso che vadano risolte entrambe le questioni e l’idea di contrapporli è veramente la demenza di chi non vuole niente»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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