Dopo l'audizione con la Bindi si dimette il sindaco di Quarto: "Ha perso la politica"

21 gennaio 2016 ore 16:14, Luca Lippi
Ha convocato una conferenza stampa nella Sala Consiliare del comune di Quarto il sindaco per rassegnare le sue dimissioni, ha dato l’annuncio usando le seguenti parole: “È impressionante quello che ha suscitato il caso. Mi dimetto, non è una resa, ma un gesto di responsabilità per Quarto. Ringrazio tutti i collaboratori e i consiglieri della maggioranza per aver resistito su una barca in tempesta”.
La vicenda: Le radici di tutto affondano in là con i mesi, allo scorso giugno, quando per il Comune di Quarto andarono in scena i ballottaggi per eleggere il nuovo sindaco. A fronteggiarsi, Gabriele Di Criscio, con una lista civica, e Rosa Capuozzo, del Movimento 5 Stelle. La vittoria di quest’ultima fu schiacciante, con più del 70 percento delle preferenze. Dopo alcuni mesi, per la precisione lo scorso 24 dicembre, saltarono fuori alcune intercettazioni che gettarono una densa ombra sullo svolgimento di quelle elezioni: stando a quanto dichiarato dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, coordinata dall’ormai leggendario pm Woodcock, ci sarebbero state, pochi giorni prima del ballottaggio, alcune telefonate fra Alfonso Cesarano, imprenditore della zona e fortemente sospettato di legami con il clan camorrista dei Polverino, e il figlio, in cui discutevano della necessità di portare quanta più gente possibile alle urne a votare Capuozzo in cambio di determinati favori che la donna avrebbe loro erogato una volta divenuta sindaco. Quello che ne è seguito è noto a tutti e possiamo tornare a oggi e alla conferenza stampa della Capuozzo.

Dopo l'audizione con la Bindi si dimette il sindaco di Quarto: 'Ha perso la politica'
Il primo cittadino non intende ricandidarsi, in questo modo fugando le voci di una presunta formazione di una lista civica finalizzata a riprendersi il suo ruolo appena conclusa l’inchiesta da cui è certa uscirne totalmente riabilitata. Il caso, su cui sta indagando la magistratura, e che la vede coinvolta perché oggetto di presunte minacce da parte di un ex consigliere M5S, secondo la Capuozzo “è una sconfitta politica ma anche una vittoria della camorra”. Poi, tra le lacrime, ha aggiunto: “Vado via perché mancano i numeri necessari per governare, siamo una forza politica che non si muove con le larghe intese”, ribadendo che “il direttorio M5S sapeva tutto” e rivelando che “Fico il 9 gennaio mi ha telefonato per dirmi che dovevo dimettermi. Il 10 voleva venire al flash mob e starmi accanto se mi fossi dimessa. Dal giorno successivo tutti sono spariti”. In tutta risposta alla denuncia della Capuozzo risponde Carlo Sibilia (membro del direttorio del M5S): “Stendiamo definitivamente un velo pietoso. Mi auguro che giornali e forze politiche si occupino di problemi veri”.
Probabilmente Sibilia avrà anche ragione sul fatto che possano esserci problemi veri o più seri, ma di problema si parla anche nel caso Quarto e sulla serietà della metodologia non c’è alcun dubbio. Tanto è vero che la presidente della Commissione parlamentare Antimafia, Rosy Bindi, ha disposto la trasmissione alla Procura di Napoli degli atti dell’audizione del sindaco di Quarto, Rosa Capuozzo, tenuta a San Macuto la sera di martedì scorso. Dalla ricostruzione complessiva dei fatti fornita dal sindaco e alla luce della documentazione giudiziaria acquisita dalla Commissione è emersa la necessità di segnalare alla Procura alcuni aspetti da approfondire, sui quali anche la Commissione si riserva di svolgere ulteriori analisi. 

autore / Luca Lippi
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