Corruzione, Renzi vota col M5s il whistleblowing che fa infuriare Fi. Ma cos'è?

21 gennaio 2016 ore 16:23, Andrea De Angelis
Esulta il Movimento 5 Stelle, mostra una certa soddisfazione il Partito Democratico, va invece su tutte le furie Forza Italia. Il responsabile di tutto ciò è solo uno: il whistleblowing. Premesso che potrete corrompere qualcuno per fargli negare di non essere riusciti a leggere bene il termine, cerchiamo di capire di che cosa si tratta. Prima, però, spazio alle voci politiche che hanno accolto la sua approvazione alla Camera. “La legge permetterà di tutelare chi denuncia la corruzione, inverte l’onere della prova a carico del datore di lavoro, e le denunce potranno essere anonime, ma devono essere assolutamente documentate e circostanziate”, commenta in una nota il gruppo 5 Stelle in Commissione giustizia, che saluta il sì come “un successo fondamentale” nella lotta alla corruzione. Dello stesso avviso Beppe Grillo che esprime la sua gioia con un tweet:


Su tutte le furie va invece Forza Italia: “Un provvedimento ignobile, una barbarie giuridica che introduce negli ambienti di lavoro, pubblici e privati, un clima invivibile di accusa segreta”, ha affermato in aula il deputato Francesco Paolo Sisto, che paventa un clima di “sospetto diffuso”, nonché di un “inciucio” rappresentato dal “nuovo asse tra Pd e M5s". Va comunque segnalato che nella discussione la Camera ha approvato quasi all’unanimità cinque identici emendamenti (presentati da Pd, Movimento 5 stelle, Area popolare, Scelta civica e Lega) che eliminano dalla proposta di legge ogni forma di bonus per gli autori delle segnalazioni.
Via libera alla Camera al whistleblowing, la norma che rafforza in chiave anticorruzione la tutela del segnalante di illeciti. La nuova legge, che integra quanto previsto dalla legge Severino, allarga la tutela al settore privato inserendo specifici obblighi a carico delle società nei modelli organizzativi previsti.
Queste, come riportate dall'Adnkronos, le principali novità: whistleblower più garantito, segnalazioni in buona fede, segretezza dell'identità, clausola anti-calunnie, e tutela (come detto) allargata al settore privato, 
In sostanza il dipendente che in buona fede segnala ai responsabili anticorruzione, all’Anac o ai magistrati ordinari e contabili illeciti che abbia conosciuto in ragione del rapporto di lavoro non potrà essere sanzionato, demansionato, licenziato, trasferito o sottoposto ad altre misure ritorsive.  Il responsabile di tali illeciti subirà una sanzione pecuniaria amministrativa fino a 30mila euro. 
Altro punto centrale è quello dell'identità di colui che denuncia l'illecito. Da un lato sarà vietato rivelare l’identità del whistleblower, ma non sono ammesse segnalazioni anonime. Il segreto sul nome, in caso di processo penale, non può comunque protrarsi oltre la chiusura delle indagini preliminari. In qualche modo va tutelato, ovviamente, anche il datore di lavoro. Se si accerta l’infondatezza della segnalazione o la mancanza di buona fede scatta così il procedimento disciplinare e l’eventuale licenziamento in tronco.

caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]