La parola della settimana: Dna l'ultima certezza (?) della società moderna

21 giugno 2014 ore 10:14, intelligo
dna-300x225 di Paolo Pivetti DNA: ecco la parola della settimana. Ma che dico della settimana? Del mese, dell’anno. È il nuovo perno attorno al quale ruota per 365 giorni l’anno tutta la nostra esistenza. Gli eventi di questi giorni ce lo confermano: grazie al DNA i dubbi sono sciolti, i segreti sono svelati, i misteri lasciano il posto alla verità. La Scienza ha finalmente raggiunto il suo traguardo: sostituire con le proprie certezze le incertezze che Dio ci lascia. E se la Scienza è il nuovo dio di un mondo liberato dai dubbi, il DNA ne è la Parola rivelata. Di fronte all’infallibilità del DNA anche un Ministro dell’Interno, ignorando ogni obbligo di prudenza, si conquista di scatto la scena e inneggia al successo delle indagini, dichiarando colpevole il presunto colpevole prima ancora dell’interrogatorio di garanzia, e scavalcando col suo entusiasmo trionfante qualsiasi rito processuale. Perché, dice lui, “la gente deve essere rassicurata”. Ecco: il DNA è sicurezza, nel Nuovo Ordine Mondiale dove tutto, per ora, ci appare ancora caos. Famiglia? Nazione? Fede? Tutto è rimesso in discussione e forse sarà spazzato via, ma che importa? Una certezza c’è: è l’infallibilità del DNA. Di questo la gente ha bisogno. Primo risultato è che grazie al DNA tutti siamo “tracciabili”. Il che vuol dire che lasciamo tracce del nostro passaggio dappertutto, e che queste tracce possono essere “rintracciate”. Lasciamo traccia del nostro unico e irripetibile DNA sui sostegni della metropolitana ai quali ci appendiamo sudati, sulla tazzina del caffè bevuto in fretta al bar, quando ci tagliamo le unghie, dal parrucchiere, al ristorante, sulla guancia di chi salutiamo con un bacio; per non parlare di altri contatti fin troppo notoriamente “tracciabili”. Il DNA da una parte e i tabulati telefonici dall’altra sono ormai i due binari certi di una TAV investigativa che, valicando i monti e le vallate di gelosi segreti e inutili depistaggi, potrà sempre, velocemente, inesorabilmente arrivare a noi. Ma per una certezza che s’impone, altre crollano nella stessa settimana. In particolare, quell’antico baluardo che si chiama famiglia sembra ormai sgretolarsi: da tempo attaccato, corroso e messo in forse da una cultura che la considera un ostacolo ad “andare oltre”, eccola frantumata dalle violenze inspiegabili di questi giorni. La stampa annuncia disinvoltamente che “è la famiglia il contesto in cui avviene il maggior numero di omicidi in Italia.” Il gioco è fatto. La statistica, prodotta dalla stessa Scienza che ci ha fornito il DNA, ci ha regalato un altro buon motivo di ottimismo: se tutto va come promette, tra poco saremo “liberati” anche dalla famiglia, oltre che da tutto ciò che fino ad oggi ci ha tenuti in piedi.  
autore / intelligo
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