Appendino colpisce il primo bersaglio: "Profumo" (Ad San Paolo) di spoils system

21 giugno 2016 ore 14:44, Americo Mascarucci
A poche ore dalla sua elezione a sindaco di Torino Chiara Appendino ha già inviato un avviso di sfratto ad uno dei manager nominati dalla precedente amministrazione
Si tratta di Francesco Profumo ex ministro ed ex rettore del Politecnico nominato al vertice della Compagnia di San Paolo.
La Fondazione ha un ruolo strategico per la città, di cui sostiene progetti e investimenti con risorse ingenti. È dotata di un patrimonio che supera i 7 miliardi e destina ogni anno al territorio più di 130 milioni di euro. Il presidente, per prassi, lo indica il sindaco. 
Il Comitato di gestione pare abbia incrementato di 400mila euro, portandola così a quota un milione e 800 mila, la cifra destinata alla liquidazione delle spese di funzionamento degli organi della Fondazione. 
Notizia smentita dai vertici della Compagnia ma nonostante ciò in campagna elettorale gli avversari di Fassino ne hanno fatto oggetto di polemica politica. 
Chiara Appendino a poche ore dalla sua elezione ha commentato: "Valuteremo la situazione delle società partecipate, ma chi ha fatto scelte che non condivido, come aumentarsi lo stipendio, dovrebbe fare un passo indietro". 
Profumo quindi deve lasciare? "È stata una scelta non condivisa. Il presidente saprà cogliere le esigenze della nuova amministrazione e trarne le conseguenze". 
Della serie: fatti da parte tu prima che ti caccio io? 

Appendino colpisce il primo bersaglio: 'Profumo' (Ad San Paolo) di spoils system
Dalla Compagnia di San Paolo è arrivata una cortese replica: "Ridurre il processo di nomina dei vertici a una mera questione di indicazioni politiche e di applicazione dello spoils system rappresenta un punto di vista non rispondente alla realtà delle regole e dei comportamenti". 
La Compagnia precisa poi che "nel suo Statuto, solo 4 dei 17 componenti del Consiglio Generale vengono indicati da istituzioni politiche elettive".
"In particolare - spiega - il Comune di Torino indica due consiglieri: tradizionalmente, ma senza alcun riferimento allo Statuto, il presidente della Compagnia è  stato scelto tra i consiglieri designati dal Comune di Torino. Tale scelta è operata dal Consiglio Generale, l'organo cui esclusivamente spetta questa competenza. Peraltro il precedente presidente è entrato a far parte degli organi della Compagnia sulla base di una designazione della Camera di Commercio di Torino".
"In merito alle dichiarazioni del neo eletto sindaco di Torino - si legge ancora nella nota - si precisa quanto già ampiamente chiarito: l'ipotesi di accantonamento di 400.000 euro nel budget della Compagnia è stata formulata per promuovere l'attivazione di organi tecnici quali Comitati Scientifici, formati da esperti (e previsti dallo Statuto), per contribuire alla definizione delle linee programmatiche del prossimo quadriennio: adempimento, questo, legislativo e statutario. E' quindi falso affermare che tale importo sia destinato ad aumentare gli emolumenti del presidente e dei consiglieri peraltro caratterizzati da un livello estremamente contenuto rispetto alle altre Fondazioni".
Nel mirino del neo sindaco ci sarebbero anche le municipalizzate considerate fino ad oggi feudi del Partito Democratico ad iniziare dall'Amiat, società dei rifiuti, la prima con il consiglio in scadenza. Poi ci sono la GTT società di gestione dei trasporti e la Sagat, che gestisce l’aeroporto. E i vertici tremano.
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