Per De Rossi "Raggi serviva", ma la stella è Conte "animale da campo"

21 giugno 2016 ore 21:49, Andrea De Angelis
Raggi e stelle. Il gioco di parole è fin troppo facile. Se poi a parlare è uno che ha il "rosso" nel cognome proprio alla vigilia del solstizio d'estate con tanto di luna piena e rossa, il successo è assicurato. 

L'Italia si appresta ad affrontare l'Irlanda in una gara che sarà più seguita (nel senso di tifo) forse più da altre squadre impegnate per la lotta al terzo posto (ad esempio l'Albania dal ct italiano) che dal popolo azzurro, visto che per i nostri il primo posto è già matematico. A parlare questa volta è Daniele De Rossi, autore di una stagione in giallorosso tutt'altro che brillante, ma solido e lucido nelle due apparizioni in terra francese. Il centrocampista campione del mondo 10 anni fa in Germania non ha risparmiato una battuta sul nuovo sindaco della sua città: "La vittoria di Virginia Raggi alle comunali di Roma? Era nell’aria, in bocca al lupo a lei e al suo staff. C’era bisogno di ottimismo, di un cambio radicale". Così nel corso della conferenza stampa odierna a Casa Azzurri. "Le macerie sono ancora pesanti da smaltire - ha aggiunto -, Roma ha bisogno di una risalita rapida perché ha vissuto un momento di difficoltà".

Per De Rossi 'Raggi serviva', ma la stella è Conte 'animale da campo'
Poi la dichiarazione d'amore, tutta per Antonio Conte.
Roba da far rabbrividire i suoi tifosi, perché se è vero che il ct è tra i migliori di tutti, allora Nainggolan potrebbe davvero farci un pensierino sul possibile trasferimento a Londra. Come noto, infatti, il belga è nel mirino del Chelsea di Conte, ma a Roma dopo la partenza di Pjanic faranno di tutto per non indebolire ulteriormente proprio il reparto in cui gioca De Rossi. 
Il quale ha parlato così del commissario tecnico della Nazionale: "Non voglio fare il ruffiano, ma un allenatore come Conte dà organizzazione, questo vale più di una rovesciata. Il suo futuro non ci interessa, lo conosciamo da prima di arrivare qui. Sarei stato sorpreso se fosse rimasto tanti anni in Nazionale, è un animale da campo". Insomma, la stella della Nazionale è proprio la guida della stessa. Aggiunge infatti il centrocampista: "Bisognerebbe avere il giusto equilibrio nel giudicare e nel criticare. La nostra non è una squadra che ruba l'occhio, che ha delle stelle a livello riconosciuto, quali possono essere Hazard e Ibrahimovic contro cui abbiamo giocato. Gli altri magari hanno le stelle, e poi c'è poco dietro. La nostra forza invece è l'equilibrio e una grossa compattezza, l'avere un bel numero di ricambi allo stesso livello. Comunque non è stato poi così male che all'inizio le luci non fossero puntate su di noi. Un Pirlo del resto non ce l'avevamo più".
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