TaihuLight, il supercomputer più veloce al mondo: 93 petaflops made in China

21 giugno 2016 ore 11:54, Luca Lippi
La Cina è vicina e adesso anche veloce, la più veloce per l’esattezza. Parliamo di un supercomputer, il più veloce al mondo, cinque volte superiore per capacità di calcolo al più potente elaboratore degli Stati Uniti, utilizza esclusivamente componenti domestici e si presenta al mondo del software come un dragone in grado di fare passi da gigante.
La Cina in questo modo sviluppa la tecnologia del chip segnando di fatto un significativo calo nella dipendenza tecnologica dall'industria statunitense dei semiconduttori.
I tecnici hanno progettato e realizzato La scheda tecnica del Sunway TaihuLight conferendogli caratteristiche mai viste fino ad ora.

TaihuLight, il supercomputer più veloce al mondo: 93 petaflops made in China

La Cina è stata, probabilmente, spinta a studiare una propria soluzione tecnologica in seguito alla decisione del Governo americano di bloccare per motivi di sicurezza nazionale, a partire da Aprile 2015 le esportazioni di chip ad alte prestazioni proprio verso la Cina.
Il risultato è la scheda tecnica del Sunway TaihuLight;  41.000 chip da 260 processori ciascuno, per un totale di oltre 10,66 milioni di core, quasi il doppio dei “soli” 560.000 core integrati nella più potente macchina americana. 
Numeri importanti anche per la RAM da 1,3 petabyte, il numero di operazioni a virgola mobile gestite al secondo dal TaihuLight è impressionante: 93 petaflops, un ordine di grandezza a 15 zeri, cinque volte superiore al più veloce supercomputer statunitense che per il Top500, il progetto di ricerca che due volte all'anno compila questo genere di classifica, si trova ora al terzo posto. 
Il TaihuLight, che si trova nella provincia cinese di Jiangsu, e più precisamente nel Supercomputing Center di Wuxi, sale in cima al ranking mondiale degli elaboratori più performanti, spodestando il Tianhe-2, sempre cinese, e precedente detentore del titolo. 
A differenza di quest’ultimo però, basato su chip “made in USA” di Intel, la nuova super macchina è interamente costituita da processori di produzione cinese con architettura proprietaria.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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