Centinaio (LN): “Parisi a Milano come Marchini a Roma. Un voto di cambiamento anche per la Lega"

21 giugno 2016 ore 17:23, Lucia Bigozzi
“Parisi a Milano come Marchini a Roma: hanno perso e devono fare i consiglieri comunali. Punto. Niente ambizioni da leader nazionali”. Netta la valutazione del senatore Gianmarco Centinaio, capogruppo della Lega a Palazzo Madama, nelle analisi post-voto sul centrodestra calibrate sulle politiche che verranno. Nell’intervista con Intelligonews difende lo schema pluralista della coalizione ma ha un messaggio per Alfano e il Nuovo Centrodestra… 

Analizzando la performance elettorale del centrodestra, c’è chi sostiene che alla base c’è un problema irrisolto, ovvero che o Berlusconi o Salvini dovrebbero fare un passo indietro e mettersi d’accordo rinunciando ad alcune peculiarità dei rispettivi partiti. Condivide con questa lettura e chi, tra i due dovrebbe fare un passo indietro?

"Non sono d’accordo perché penso che insieme Salvini, Berlusconi, Fitto, la Meloni rappresentano tutte le anime del centrodestra. Se qualcuno dovesse fare un passo indietro vuol dire snaturalizzare il proprio elettorato e soprattutto il proprio messaggio. Mi farebbe sorridere una Lega che dice le stesse cose del Nuovo Centrodestra o di Forza Italia e mi farebbe altrettanto sorridere un Berlusconi che parla con gli stessi toni della Lega o di Fratelli d’Italia. Quindi, il bello della coalizione è proprio questo. Bisogna però dire, a mio parere, che non si può andare in televisione tutte le volte – e parlo a questo punto di colleghi cosiddetti moderati – e dire che la Lega è troppo estrema o che Fratelli d’Italia non contano niente o la Meloni non va bene, Salvini è troppo giovane o che Fitto è troppo al Sud. Bisogna rispettarci a vicenda ed è così che si portano a casa i voti. In caso contrario, si fanno le figuracce che abbiamo fatto in alcune città italiane". 

Centinaio (LN): “Parisi a Milano come Marchini a Roma. Un voto di cambiamento anche per la Lega'
Ci sono alcuni quotidiani che titolano sull’estinzione della Lega nelle roccaforti storiche, tipo Varese. Cosa è secondo lei: la valutazione di problematiche oggettive, un momento di passaggio oppure un voto di cambiamento che gli elettori chiedono anche rispetto alla Lega?

"E’ un voto di cambiamento: a Varese si votava e la Lega si presentava dopo 24 anni di amministrazione; di conseguenza ci può stare il fatto che in una città come Varese che gli elettori abbiano cercato di votare qualcosa di diverso, di cambiare esattamente come hanno fatto altrove, a Torino e in tantissime altre città italiane. Io non parlo di estinzione della Lega perchè se penso alla Lega in difficoltà nella roccaforte Varese, allora devo pensare al Pd in estrema difficoltà in Emilia o in Toscana e siccome non parlo di estinzione del Pd, non posso parlare di estinzione della Lega e del suo messaggio, anzi: abbiamo portato a casa Comuni che non sono Varese ma sono altrettanto importanti e dove si può anche iniziare a fare un ragionamento politico". 

Salvini è stato molto netto con Stefano Parisi che ha “rinchiuso” nel ruolo di “semplice” consigliere comunale. Perché questa chiusura quando invece, da più parti il nome di Parisi viene considerato tra i ‘papabili’ alla leadership nazionale del centrodestra, anche perché su Milano ha dimostrato di saper unire tutte le anime dello schieramento? Vuol dire che Salvini ha in mente di spostare il baricentro a destra?

"No, io faccio un semplice ragionamento: se un candidato non è riuscito nemmeno a vincere a Milano, mi chiedo come possiamo farlo vincere a livello nazionale e se non è riuscito a battere un candidato come Sala, mi chiedo come possa confrontarsi con candidati come Di Maio ed eventualmente Renzi. Io dico: hai perso? Fai il consigliere comunale di opposizione; non puoi pensare di andare a fare il leader politico quando ti sei candidato sindaco a Milano e non sei riuscito a vincere. La stessa cosa vale per Marchini su Roma che aveva ambizioni di fare il leader nazionale e con il risultato che ha fatto, penso che è già tanto che entra in consiglio comunale e svolga questo ruolo. Questi personaggi vanno bene a fare quello per cui sono stati candidati. Punto. Per il resto, se hanno altre ambizioni, come si dice a Pavia, ne devono mangiare di pastasciutta prima di poterle realizzare". 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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