Stefania Craxi sul voto a Raggi: "Ci sono similitudini tra i 5S e chi tirò monetine a mio padre"

21 giugno 2016 ore 13:29, Americo Mascarucci
"Non si fa politica con l'arma del moralismo, i 5Stelle stiano molto attenti a non ripetere gli errori del 1993 quando i lanci di monetine ci consegnarono una classe politica e amministrativa più corrotta".
A parlare è Stefania Craxi ex parlamentare del Popolo della Libertà e presidente dell'associazione Riformisti italiani.
A Intelligonews l'onorevole Craxi parla del risultato dei ballottaggi nelle grandi città e dei rischi connessi all'ascesa dell'antipolitica.

Onorevole Craxi, come giudica la conquista di Roma e Torino da parte del Movimento 5 Stelle, movimento che si è sempre definito anti casta?

"Il voto amministrativo ci consegna un paese balcanizzato. Non è facile trovare una chiave di lettura per un voto così frammentato. Tutto ciò avrà effetti sul nostro sistema politico e istituzionale già di per se molto fragile. Se questo voto ha una valenza politica, allora penso che Renzi abbia poco da star sereno. Il Movimento 5 Stelle si conferma campione nei ballottaggi anche per colpa di un bipolarismo spurio che abbiamo avuto in Italia negli ultimi vent'anni e che fa sì che non esistano avversari, ma nemici. Centrodestra e centrosinistra si sono votati contro a vicenda e in questo modo hanno assegnato la vittoria al terzo incomodo. Quanto a Virginia Raggi le auguro buon lavoro anche se ho una mia opinione". 

Quale?

"La buona volontà non sarà sufficiente ad invertire il degrado di Roma. Penso che una grande capitale come la nostra abbia bisogno non solo di tappare le buche ma di una visione di ampio respiro che la porti a competere con le grandi capitali europee. Questa visione può darla soltanto la politica.
Hanno ragione i cittadini ad avercela con i partiti, ma questi partiti sono figli della distruzione di una classe politica e nel bene e nel male, hanno gestito per venti anni questa confusa transizione italiana. La costituzione attribuisce ai partiti il ruolo della selezione della classe politica e amministrativa, compito che la rete a mio giudizio non può svolgere. I partiti sono luoghi di confronto e di dibattito, luoghi in cui deve essere valorizzato il merito delle persone. In tutti questi anni ci hanno invece spiegato che la politica non doveva passare dai partiti ma dalla società civile.  In nome della società civile ci siamo ritrovati un paese più incivile". 

Onorevole, vede similitudini fra il momento attuale e il 1993? I 5Stelle sono oggi gli eredi naturali del "popolo delle monetine"?

"Le monetine andrebbero tirate oggi addosso a quelli che le tirarono allora, visto che la corruzione in questi anni è aumentata, così come è cresciuto a livelli esponenziali il degrado della politica e della pubblica amministrazione. Certo, similitudini ci possono essere, ma io invito i 5Stelle a non usare il moralismo come arma di propaganda politica. Pietro Nenni amava ripetere che "se si fa la gara dei puri prima o poi arriva un puro più puro di te che ti epura" . 

Secondo lei quali saranno i principali ostacoli che i 5Stelle si troveranno ora di fronte passando dalla propaganda anti casta al governo delle grandi città, Roma su tutte? 

"Come amava ripetere mia nonna, fra il dire e il fare c'è di mezzo il mare. Spero soltanto che il mare non si presenti troppo agitato"

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