Scoperte spaziali, dalla seconda Terra alla seconda Luna: ma cosa cambia?

21 giugno 2016 ore 22:15, Andrea De Angelis
"Se anche tu vedi la stessa luna non siamo poi così lontani", cantava Claudio Baglioni non troppi anni fa. Adesso, consentiteci il gioco di parole, potrebbe cantare le stesse lune, mantenendo comunque la distanza dalla sua amata. Almeno secondo la Nasa, anche se in ealtà non si tratta propriamente di una nuova piccola Luna, bensì di un asteroide. Il piccolo corpo celeste è stato denominato 2016 HO3, ma è troppo lontano per essere considerato un vero satellite del nostro pianeta, la sua distanza non si avvicina mai ai 14 milioni di chilometri ma sembra proprio essere l'esempio del migliore e più stabile compagno spaziale che abbiamo mai avuto.

"Dal momento che 2016 HO3 ruota in una maniera molto singolare intorno al nostro pianeta, e considerato il fatto che non si avventura mai molto lontano, possiamo dire che si tratta di un quasi-satellite della Terra -ha spiegato Paul Chodas, direttore del Centro Neo (Near-Earth Objjacts) della Nasa-. Un altro asteroide (il cosiddetto 2003 YN107) ha seguito un andamento orbitale simile per un breve periodo oltre 10 anni fa, ma poi si è allontanato. L'oggetto di questa nuova scoperta, invece, ha un percorso molto più stabile e da alcuni calcoli già effettuati sembra proprio che continuerà a seguire un tale modello matematico per i secoli a venire". 
Secondo la Nasa le sue dimensioni sono davvero esigue: non più di 36,5 metri di diametro con una larghezza di circa 91 metri. L'asteroide è stato scoperto dagli astronomi lo scorso 27 aprile attraverso il telescopio Pan-STARRS 1 operativo sull'isola di Haleakala alle Hawaii.

Scoperte spaziali, dalla seconda Terra alla seconda Luna: ma cosa cambia?
Undici mesi fa un'altra scoperta fece sobbalzare più d'uno sulla sedia. "Siamo davanti a un qualcosa che le persone hanno sognato per migliaia di anni". Non poteva trovare parole migliori la Nasa per annunciare una scoperta che rischia di rivoluzionare l'intera storia dell'uomo. La sensazionale scoperta dello scorso anno è stata fatta attraverso il telescopio Keplero: esiste un'altra Terra, che orbita intorno a un proprio sole e non è escluso che lì potrebbe esservi altra vita.
Il pianeta, denominato Kepler 452b, è quasi della stessa dimensione della Terra si trova nella zona Goldilocks, ovvero "un'area abitabile" di un sistema stellare. Tradotto: una zona dove la vita non solo è possibile, ma decisamente probabile perché le condizioni climatiche sono ideali: non fa né troppo caldo, né eccessivamente freddo. Proprio come sulla terra. Impossibile dunque escludere la presenza di acqua e, attenzione, la stella attorno alla quale orbita Kepler 452b somiglia molto al sole. Solo un po' più "anziano".  
Cosa cambia dunque? Con la scoperta odierna molto poco, con quella di quasi un anno fa decisamente di più. Non a caso con un memorabile "Oggi la Terra è un po' meno sola", il ricercatore dell'agenzia spaziale americana Jon Jenkins annunciò l'evento. La distanza dal suo sole, molto simile a quella della Terra, fa si' che potrebbe ospitare vita, dissero gli scienziati. Il pianeta "ha trascorso così tanto tempo orbitando nella stessa zona, 6 miliardi di anni, più a lungo della Terra". Dunque "ha avuto tutto il tempo di ospitare vita" e "ciò offre tutte gli ingredienti e le condizioni per l'esistenza di vita, aggiunse Jenkins. 


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