Voodoo a prostitute nigeriane, don Aldo (don Benzi): "Come funziona e perché non si risolve il problema"

21 giugno 2016 ore 16:56, Andrea De Angelis
È tra i volti più noti dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, ente internazionale di diritto pontificio e grande realtà della Chiesa diffusa in Italia e nel mondo, fondata da don Oreste Benzi. Don Aldo Buonaiuto è stato accanto al fondatore don Oreste negli ultimi quindici anni della sua vita terrena. All’interno dell’Associazione si è sempre occupato del problema della prostituzione coatta lottando per restituire dignità alle tante donne sfruttate sulle strade, nelle case e nei locali dalle organizzazioni criminali. IntelligoNews oggi lo ha contattato per fargli commentare la notizia giunta dalla Sicilia. "Riti Voodoo per far prostituire nigeriane", titolano le agenzie. Una denuncia che don Aldo fa da tempo perché frutto delle esperienze vissute da numerose giovani donne che ospita in Associazione...

Come commenta l'operazione di oggi?
"Bisogna fare un plauso alle Forze dell'Ordine, nello specifico alla Guardia di Finanza per aver scovato queste organizzazioni criminali che, credetemi, non sono semplici da individuare perché, in modo particolare per ciò che riguarda la tratta degli esseri umani, le vittime, le donne sfruttate hanno una paura terribile per le ritorsioni verso i loro familiari rimasti in Africa. Spesso non si ha la forza e il coraggio di denunciare gli aguzzini. Riuscire a farle raccontare il loro vissuto è un grandissimo risultato delle Forze dell'Ordine".

E di chi opera al loro fianco, pensiamo ad esempio agli psicologi. 
"Sicuramente c'è bisogno di questi operatori che mediano e che sanno come incontrare queste ragazze. Nel nostro specifico come Comunità Papa Giovanni XXIII lo facciamo da trent'anni. Quando veniamo chiamati sicuramente agevoliamo questa parte che riguarda l'attività d'indagine. Ciò che invece manca è l'informazione, spesso le tante operazioni fatte in ogni parte d'Italia vengono relegate a trafiletti di cronaca. Il fenomeno della tratta, dello sfruttamento della prostituzione è diffuso in tutta Italia e con l'aumento degli sbarchi è quadruplicato". 

Voodoo a prostitute nigeriane, don Aldo (don Benzi): 'Come funziona e perché non si risolve il problema'
Se ne parla poco e male?

"Poco e male, sì, se non in questi occasioni dove è impossibile non parlarne perché il lavoro delle Forze dell'Ordine diventa eclatante. Però il fenomento è molto più diffuso di quanto si immagini, ma ancora non lo si vuole affrontare come problema".

Cosa sono questi riti Voodoo?
"Dobbiamo distinguere il Voodooismo, che in alcuni Paesi dell'Africa Occidentale e ad Haiti è considerata una religione che va a intersicarsi con il mondo magico ed esoterico, dal Voodoo che nella fattispecie coinvolge queste ragazze. Attraverso uno spirito intermediario tra la divinità e l'uomo a cui bisogna giurare di mantenere i patti che saranno interposti tra la persona che accetta di iniziare questo percorso, questo viaggio e l'agenzia criminale che propone una falsa speranza". 

Cosa accade in pratica?
"Nel momento in cui questi criminali promettono una destinazione sicura, un lavoro, uno stipendio, anticipano i denari alla persona che dovrà poi restituirli. Per averli però bisogna però sottoporsi a questo rituale dove si promette allo spirito di restituire il debito. Un debito che però con il tempo, con un viaggio che si rivelerà una tratta fatta di torture e percosse per assoggettare la persona che si ritroverà alla fine in strada, aumenterà del quintuplo. Se per intraprendere il viaggio ci vogliono diecimila euro, in Italia poi dovrà restituirne cinquantamila, ottantamila". 

Una sorta di usura legata all'elemento spirituale?
"Esatto. Si gioca sulla sensibilità, sulla cultura di quelle persone che hanno il terrore di questo spirito intermediario. Se la persona non rispetterà il patto vedrà scatenarsi lo spirito Voodoo contro di lei e i suoi familiari". 

Voi da anni denunciate tutto questo.
"Sì, lo abbiamo sempre denunciato con forte chiarezza perché sono i racconti delle tantissime donne che entrando nelle nostre strutture ci dicono le loro dinamiche. Alcune di loro, anche quando riescono a scappare dalla strada, continuano ad avere il terrore di questo spirito. Qui c'è uno stato pseudo spirituale che incide molto sulla mente di queste persone e per farglielo superare bisogna lavorare molto, non è semplice". 




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