Perché i no gender protesteranno sabato davanti al Miur

21 giugno 2016 ore 19:27, Americo Mascarucci
Tutti in piazza per difendere la libertà di educazione.
E' l'iniziativa indetta sabato 25 giugno dal Comitato "Difendiamo i nostri figli" e che vedrà fra gli altri l'adesione del Comitato "Articolo 26".
"A un anno dalla grande manifestazione a San Giovanni contro l’ideologia Gender nelle scuole, le famiglie sono profondamente preoccupate per il documento che il Ministero dell’Istruzione sta elaborando sull’attuazione del comma 16 della riforma scolastica, che prevede l’inserimento nei Piani Triennali dell’Offerta Formativa di corsi e attività fondate proprio sul concetto di genere". 
Lo afferma Massimo Gandolfini, presidente del Comitato Difendiamo i Nostri Figli (CDNF) e portavoce del Family Day, in merito ai lavori della commissione riunita dal Miur per definire linee guida della norma richiamata. 
"Siamo delusi per la poca considerazione rivolta ai nostri rilievi – continua Gandolfini – e le notizie che ci giungono sui lavori della commissione non ci rendono affatto sereni. Inoltre vogliamo dire con molta chiarezza che se dovessimo avere sentore di un testo non chiaro nel rigetto di qualsiasi sfumatura dell’ideologia Gender saremmo pronti a un’azione di protesta sistematica davanti al Ministero dell’Istruzione, che a partire dal giorno 25 giugno porremo in essere presentando un Manifesto insieme ai rappresentanti delle Associazioni in difesa della libertà educativa. Seguiranno altre azioni mirate durante tutto il prossimo anno scolastico". 

Il Comitato Articolo 26 aderisce alla manifestazione e invita tutti alla partecipazione con una nota pubblicata sul sito del Comitato.

"Cari amici, vi invitiamo a partecipare numerosi, sabato 25 Giugno alle ore 11.30  davanti al Ministero della Pubblica Istruzione a Roma – in qualità di genitori e semplici cittadini – a sostegno del sit-in nel quale, insieme a Massimo Gandolfini, a molte altre associazioni  e con la presenza simbolica di  famiglie e bambini con i loro zainetti di scuola, presenteremo il Manifesto per la Libertà di Educazione promosso dal Comitato Difendiamo i Nostri Figli, per affermare il fondamentale valore della libertà di educazione: diritto inviolabile dei genitori, riconosciuto dalla nostra Costituzione e dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. Attraverso questo Manifesto si vuole sensibilizzare riguardo al delicato e urgente tema delle linee guida per l’attuazione del comma 16 della legge "Buona Scuola" e chiedere ufficiali garanzie a riguardo.
C’è concreta preoccupazione in merito all'impostazione e al contenuto di questo documento ufficiale che, elaborato da un apposito tavolo tecnico del MIUR, verrà pubblicato a brevissimo, ed indicherà i criteri definitivi per l’attuazione, all'interno del sistema scolastico italiano,  del comma che introduce l’educazione di genere già a partire dal prossimo anno".

"L' educazione di genere - prosegue il comunicato - porta con sé numerose ambiguità e aspetti critici, sia in termini di teoria che di prassi per l’ educazione scolastica  di bambini e ragazzi: tante segnalazioni purtroppo ci testimoniano da mesi come i concetti stessi di genere, stereotipi, discriminazione e prevenzione dalla violenza possono fungere da cavallo di Troia per far entrare il gender nelle scuole in Italia come già accaduto in altre nazioni".

"Tutto questo rende necessario chiedere con forza al Ministero un pronunciamento incontrovertibile sul modo in cui l’educazione di genere verrà introdotta nelle scuole, sulla base delle linee guida in fase di emanazione. Siamo tutti concordi sull'importanza che la scuola riveste nell'educare contro la violenza e verso le donne e verso tutti, contro qualsiasi forma di discriminazione, ma chiediamo garanzie sul fatto che il documento emanato dal Ministero presenti un  linguaggio chiaro e non strumentalizzabile: il concetto di genere non può essere lasciato ad interpretazioni ambigue, con il rischio di legittimare la diffusione dell’indifferentismo sessuale nella scuola pubblica"

"Anche noi - ci tengono a precisare i rappresentanti del Comitato - siamo per l’educazione alla parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni sulle persone (come non esserlo?), ma siamo al contempo difensori del pluralismo culturale ed educativo, che si salvaguarda rispettando il diritto inviolabile del genitore di educare i figli in coerenza con le proprie convinzioni educative e religiose, nel rispetto delle leggi e della libertà di coscienza per tutti.
Per questo motivo un punto cardine del Manifesto per la Libertà di Educazione che sottoscriviamo e presenteremo  in questa occasione è l’ufficializzazione della richiesta del "Consenso Informato Preventivo" ai genitori – con possibilità di  esonero  e di  attività alternativa  –  in modo che essi possano dare o meno il loro assenso alla partecipazione dei figli a tutti i progetti su temi educativi sensibili e controversi per le famiglie, in primis quelli di educazione affettiva/sessuale o collegabili al comma 16: non si tratta di porre il veto sulle scelte di altri, ma che sia riconosciuta la facoltà di scelta di tutti i genitori!"

"Nei mesi scorsi, anche insieme al comitato DNF con cui abbiamo collaborato strettamente sul tema della scuola e della libertà di educazione, abbiamo chiesto al Miur un chiarimento sulla prassi del consenso informato, anche attraverso canali formali, avendo ricevuto e verificato diverse segnalazioni di genitori che hanno visto questo loro diritto non riconosciuto dalla scuola: si tratta di uno dei nodi cruciali della questione per cui, pur in presenza di una circolare di Luglio 2015 in cui il Ministero conferma la prassi  del consenso informato e di una risposta positiva data dal Ministro Giannini in un Question Time alla Camera il 28 ottobre scorso restiamo in attesa di  una conferma definitiva dal Miur, con un chiarimento sui progetti che possano essere ritenuti facoltativi e sui quali le scuole dovranno concedere l’esonero a chi non vorrà partecipare".

"Consentire ai dirigenti scolastici di reputare facoltativi solo i progetti svolti in orario extrascolastico significa non garantire la libertà educativa: ecco perché i genitori reclamano a ragione il diritto fondamentale alla informazione trasparente, alla possibilità di scelta e alla richiesta di esonero sui temi sensibili controversi.
Questo richiediamo che sia formalizzato subito dal Ministero, come ragionevole tutela da derive ideologiche e garanzia di libertà nella scuola pubblica.
Per questo sabato prossimo occorre dimostrare anche davanti al MIUR a Viale Trastevere a Roma, con un impegno quanto più deciso possibile, che siamo convinti che l’alleanza tra scuola e famiglia è il tesoro che dobbiamo difendere con tutte le nostre forze. La corresponsabilità educativa che vede scuola e famiglia veramente alleate e non su fronti opposti, va difesa dai soggetti esterni alla scuola che in maniera subdola vi vogliono introdurre, magari con la connivenza di qualcuno, ideologie contrarie al sentire dei genitori.
Per questo - conclude il comunicato - daremo un’ora del nostro tempo, associazioni e famiglie con bambini con i loro zainetti di scuola, per affermare il ruolo fondamentale che i genitori hanno nell'accompagnare i propri figli, anche nel loro percorso nella scuola: una presenza che possa essere simbolica ma significativa".
 

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