Vattimo a 360°: "Brexit può servire ma Strasburgo e Bruxelles difficili da scuotere. Ho votato Appendino"

21 giugno 2016 ore 17:02, Marco Guerra
“Non mi piace il nazionalismo inglese ma lo scossone della Brexit può servire a riformare un’Europa al servizio della banche”. Gianni Vattimo, filosofo ex parlamentare europeo spiega ad Intelligonews quali sarebbero, a suo parere, gli aspetti positivi di un’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. 

Quanto l'omicidio della parlamentare Cox sta influendo sul voto per l'uscita dell'Inghilterra dall'Unione Europea? Può essere un elemento decisivo?

“Sì probabilmente è così, i sondaggi vedono i favorevoli al ‘Remain’ che sono in salita, alla fine questo omicidio ha giovato a coloro che vogliono rimanere nell’Ue”.

Diciamo che questa violenza verso una giovane madre ha colpito il sub-conscio degli inglesi…

“Credo proprio di sì, è questo il punto, sembra proprio che l’opinione pubblica sia rimasta sconvolta”.

Lei che posizione ha rispetto alla questione Brexit?

“Ma vede le faccio un esempio, io sono di Torino e pur stimando molto Fassino ho votato Appendino. Ammettiamo che qualcosa del genere possa dirsi dell’Europa, ovvero se c’è uno sconquasso nel continente grazie alla Brexit credo che politicamente sia qualcosa di positivo, perché l’Ue deve ristrutturarsi, riformarsi…dall’altra parte però credo che a livello meramente amministrativo la Brexit non ci faccia gioco. Quindi non saprei…sono contento che debbano decidere gli inglesi e non io”.

In molti infatti tifano per lo scossone che svegli l’Europa…

“A me piace l’idea dello scossone pensando a come è diventata l’Europa, cioè quella ormai ridotta come il governo Renzi; un’amministrazione puramente burocratica al servizio delle banche”.

È proprio quello che dicono i pro-Brexit, l’Europa è una struttura burocratica che ci lega…

“Oddio io non ho mai avuto tanta simpatia per il nazionalismo inglese, quando sono  stato deputato europeo ho sempre visto che gli inglesi mettevano i bastoni tra le ruote a tutto perché a loro non piace diventare più unificati; tuttavia adesso se davvero c’è lo scossone a qualcosa può sicuramente servire questo sentimento inglese”.

In fin dei conti gli inglesi restano uno forse il popolo più nazionalista e più legato alla propria sovranità di tutta l’Europa Occidentale? 

“Bah… loro hanno nostalgia del grande impero che sono stati”. 

Secondo lei, che è stato al parlamentare europeo, le istituzione Ue resteranno turbate da un eventuale Brexit o nulla scuote realmente Bruxelles e i suoi apparati? 

“Purtroppo il grande corpo amministrativo di Strasburgo e Bruxelles è difficile da scuotere, però stiamo parlando di una delle poche cose che possono davvero far ripensare l’Europa”.

Fatto sta però che in Europa, al momento, ognuno va per la sua strada, seguendo i suoi interessi nazionali. Basta vedere la questione della crisi migratoria…
“Con l’Europa così com’è, cioè un’entità che ci impone il Fiscal Compact, a me che ognuno  vada per sé non mi stupisce, anzi forse fanno meno danni. Però ideale iniziale dell’Europa comunitaria e federale secondo me è ormai andato completamente ramengo e non so cosa si possa fare, non sono nemmeno più deputato europeo”.

Cosa manca all’Europa per essere più credibile e attraente per tutti i cittadini del continente? 
 
“Manca la democrazia, è tutto tranne che una democrazia l’Unione Europea. Tutte le questioni sono nelle mani dei governi che per giunta sono diventati funzionari di poteri economici che ci dettano le regole, ripeto pensi a cos’è il Fiscal Compact, sono solo limiti per cui qualunque cosa decida democraticamente no degli Stati tutto deve poi passare al vaglio di alcune istituzioni fondamentalmente bancarie. Io sono arrabbiamo con questa Ue che è solo una cinghia di trasmissione degli ordini delle banche agli Stati nazionali”. 


autore / Marco Guerra
Marco Guerra
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